21 settembre 2013

Il Richiamo del Cuculo di Roberth Galbraith dal 4 novembre in tutte le librerie [Riflessioni Varie]

Qualche giorno fa, la Salani Editore ha annunciato sulla sua pagina Facebook che a partire dal 4 novembre troveremo sugli scaffali di tutte le librerie italiane possibili "Il richiamo del cuculo", conosciuto anche come "The Cuckoo's Calling" di Robert Galbraith. Per le case editrici è la prassi ... Scovare capolavori, comprarne i diritti, tradurli, pubblicarli. Ma questo non è un libro qualunque. Soprattutto da quando è stato scoperto che Robert Galbraith è uno pseudonimo utilizzato dalla Rowling, ha conquistato i primi posti delle classifiche inglesi e americane in pochissimo tempo. 
Tutto è iniziato ad aprile, mese in cui è stato lanciato. Nonostante ne fossero state vendute solo 1500 copie, è stato elogiato per la sua ricchezza narrativa. Dote che non può appartenere assolutamente a chi debutta con un'opera prima. Spiegatemi il perché, non riesco ad afferrare il ragionamento. Un esordiente non può essere talentuoso a prescindere dalla sua - non - esperienza? Anzi, proprio perché è ignaro di come funzionano le tortuose regole del mondo editoriale, che non si fa condizionare.
E' stato il giornalista Richard Brooks, che dopo averlo letto, ha manifestato i suoi dubbi twittando sia la sua sorpresa che il suo scetticismo al mondo intero. Non gli tornava che un anonimo qualunque, avesse pubblicato un romanzo, con una grande casa editrice e fosse addirittura bravo. Un account sconosciuto ha fogato ancora di più la sua curiosità rispondendogli che in realtà, dietro a tal nome, si celava una scrittrice famosa. L'uomo - mosso da un'ossessiva ricerca della verità -, prima di lanciare ipotesi su carta, ha indagato e ... la linguistica computazionale è stata decisiva per confermare la sua tesi. Il resto è storia. Le malelingue hanno insinuato che si è trattato di una insulsa tattica pubblicitaria - o forse di una geniale mossa di marketing? - messa in atto con  l'obbiettivo di vendere grazie all'alone di mistero che si era creato intorno a esso. Potremmo quindi raffigurarlo un vero e proprio caso editoriale. Adesso però ho un tarlo nella testa che devo levarmi.

- Perché non riusciamo a immaginare che la Rowling possa fare altro rispetto al libro che l'ha lanciata? Ammetto spudoratamente di "aver indossato la fascia nera intorno al braccio in segno di lutto" dopo aver saputo che Harry Potter era arrivato all'ultimo episodio e non avrebbe più vissuto nelle mie fantasie, giocando a Quidditch, sventolando bacchette magiche e usando il mantello invisibile per camminare indisturbato nei corridoi del castello. Non capisci mai fino in fondo i motivi che portano uno scrittore a mettere nel dimenticatoio un personaggio tanto amato. E questo ti stordisce. Segna la fine di un'epoca. La paura poi, si è trasformata in un altro tipo di paura, cioè che lei si sentisse talmente realizzata da non essere più in grado di dar vita ad altri protagonisti altrettanto carismatici e avvincenti come quelli che hanno animato la scuola di Hogwarts. Quando ho ritrovato il suo stile, dentro a "Il seggio vacante" ho messo da parte quei timori che non mi avrebbero portato ad apprezzare il romanzo per quello che era, e mi sono lasciata trascinare nella sua nuova avventura, dove questa volta c'era gente comune, che aveva problemi reali. Possiamo continuare ad essere degli estimatori del mondo della magia, senza denigrare la sua volontà e soprattutto non possiamo impedirle di andare avanti nel suo percorso. Non ne abbiamo il diritto. Il fanatismo che si cela dietro alle nostre ossessioni di lettori fedeli e devoti, a volte è davvero agghiacciante. Io stessa, in alcune circostanze, mi faccio davvero paura. Nel mio unico viaggio a Londra, sono voluta andare alla stazione di King's Cross solo per cercare il binario 9 e tre quarti. E tuttora, ogni Carnevale, desidero ardentemente dipingermi una saetta sulla fronte, indossare la divisa o la sciarpa dei grifondoro, e infine puntare la bacchetta magica ai passanti urlando Stupeficium. Mi capite?

Ho fatto questa riflessione semplicemente per informarvi che comprerò "Il richiamo del cuculo", lo leggerò e lo giudicherò in base ai suoi contenuti, come ho fatto per "Il seggio vacante" che ho adorato. Tra l'altro il secondo libro della serie è già stato scritto e verrà pubblicato in lingua inglese nel 2014.

Francesca

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