27 settembre 2013

Inutile Tentare Imprigionare Sogni di Cristiano Cavina [recensione]

Inutile Tentare Imprigionare Sogni
di Cristiano Cavina

Marcos y Marcos editore
Pag. 224
16 euro
Anno di pubblicazione: Settembre 2013

Baldo Creonti frequenta - controvoglia - il terzo anno di ITIS, l'istituto tecnico Alberghetti di Imola. Lui, più che uno studente modello, si sente adatto a vestire i panni di un genio del crimine, con una serie di piani B che però fanno acqua da tutte le parti [ma poco importa]. Il problema è che, dopo aver superato indenne elementari e medie, l'intenzione di porre fine a questo supplizio viene impedita da mamma Creonti, che si spezzava la schiena lavando migliaia di km di pavimento. Tanta fatica solo per ottenere quel riscatto sociale che ha sempre desiderato, grazie alla super brillante carriera scolastica prevista per il suo unico e meraviglioso figlio. Il quaderno con la copertina color nocciola, quello che usa per segnarsi i voti, è una dimostrazione piuttosto chiara. Baldo non ha molte possibilità di scelta. E quindi si ritrova costretto ad alzarsi ogni mattina, prendere il treno, rifugiarsi in un posto pieno di maschi e nemmeno l'ombra di una femmina, con professori mezzi matti, amanti delle pace, che indossano insulse tute verdi; la campanella sembra una sirena e il paninaro vende solo due tipi di panini. Il fatto è che lui non vuole andare a scuola a scaldare il banco inutilmente, si sente un diverso rispetto ai suoi compagni, e come tale, non ha tempo da perdere con queste cose. Anche la sua cartella, che sembra tutto meno che una cartella ne è una prova evidente.

Probabilmente c'è un Baldo Creonti in ognuno di noi. O ognuno di noi, nel corso della sua carriera scolastica, ha avuto a che fare con uno come Baldo. Per questo non ti senti nella condizione di denigrarlo o infierire. Ci vedi te, soprattutto quando parla del suo odio viscerale per la matematica. Anche io, con i numeri, ero una causa persa. E tutti nella fase dell'adolescenza abbiamo avuto una Vanda Veroli che non contraccambiava il nostro amore. Il mio era biondo. Occhi azzurri. Desiderato da mezza scuola. Possibilità di amarci senza remore, zero.

Insomma ve lo consiglio [assolutamente], perché leggere questo romanzo: - ti fa tornare indietro coi ricordi, a quando il tempo sembrava dilatato da noiose e interminabili lezioni, a professori strambi con le loro manie strambe; alle cause perse, che combattevi sapendo che non avrebbero cambiato il mondo a prescindere dalla tua voglia di conquistare il mondo; alle etichette che ti affibbiavano o a quelle che affibbiavi; allo spirito di sopravvivenza che ti portava a fare prudentemente un passo alla volta, ma più spesso due-tre passi tutti insieme, sperando che la libertà si avvicinasse il prima possibile, magari dopo le 10 del mattino e non con la gente con la quale dovevi condividere un banco. E non sottovalutate mai i poteri soprannaturali di vostra madre, anche quando le mentite spudoratamente, soprattutto sui voti, capisce che le state dicendo una bugia.

Francesca

4 commenti:

  1. Pur non odiando la matematica, il mio lavoro si svolge in ambito scientifico, condivido in toto l'amore per i bei tempi passati quando la scuola era un piacere e un tormento. Piacere per Matamatica, Fisica, Italiano, tormento per lo studio di Francese e Inglese.

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    1. Sono sempre stata affascinata da chi lavora nell'ambito delle materie scientifiche. Io sono proprio negata. Alle superiori, gli ultimi due anni sono stati tragici. La matematica era il mio tormento. Per il resto ... i ricordi legati alle scuole superiori sono e rimarranno indimenticabili :)

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  2. Un'altra conferma, questo romanzo non fa che incuriosirmi sempre più
    Ciao

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    1. Mi fa piacere. Io mi sono divertita molto a leggerlo :) Io te lo consiglio!

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