1 settembre 2013

L'infinita musica del vento [recensione]

L'INFINITA MUSICA DEL VENTO
di 
Lorenzo Della Fonte

Casa editrice: Narcissus.me
ISBN: 9788868550738
Prezzo e-book: 3,99

Il preludio di questa prima parte del romanzo introduce alla nascita e creazione del clarinetto nel laboratorio Denner. Siamo nel 1697:
«Il laboratorio Denner era pieno di strumenti musicali a fiato: oboi, dulciane, fagotti, bombarde, disposti ordinatamente su scaffali rivestiti di panno. Il posto dei flauti era vuoto, poiché Jacob, tra gli sguardi austeri ma in fondo consenzienti del padre, si divertiva a spostarli ogni volta, in modo che improvvisi refoli di vento vi passassero attraverso. Aveva anche una sua voce, il vento, diversa a seconda del punto in cui riusciva ad insinuarsi, ora sottile e acuta, ora più grave e armonica. Jacob, ormai tredicenne, aveva imparato a distinguerlo fin da bambino, scoprendo in essa toni quasi umani. A volte credeva di afferrare chiaramente delle parole. Il vento ne doveva sapere, di storie».
Il clarinettista Francesco Maria Scala è il protagonista di questa storia, ambientata a Napoli tra il 1841-42. 
Il 13 ottobre del 1841, attracca, nel golfo della città, la nave della marina americana, Brandywine, capitanata da David Greisinger e il suo secondo Beniamino Franklin O'Connor: l'occasione per il protagonista di dimostrare il suo talento e farsi notare dalla U.S. Navy.
Insieme al suo amico Nicola Piscopo, suonatore di corno, immagina un futuro nella musica, un riscatto sociale grazie alle sue capacità.
Francesco Maria Scala è l'allievo del grande solista Ferdinando Sebastiani, che cerca di aiutarlo a emergere e a prepararsi all'audizione che gli permetterà di sostituirlo come primo clarinettista dell'orchestra del Teatro San Carlo. Si troverà così di fronte a un bivio importante della sua vita: restare a Napoli o partire alla volta dell'America.

Una storia biografica, romanzata al punto giusto, per ripercorrere le vicende di Francesco Maria Scala a Napoli. Un personaggio affascinante, descritto con grande enfasi dall'autore; le parti del testo più evocative sono quelle che hanno come soggetto il vento, che fa da sfondo ai principali momenti della narrazione:
«Nicola si zittì proprio e lo osservò. Sapeva da tempo che l'amico aveva questa stranezza: sentiva il vento cantare, o suonare, melodie definite. A volte gli pareva una voce, modulante una vocale, in altre occasioni era convinto di distinguervi un oboe, un fagotto, un rullo di timpani se le raffiche erano gagliarde, un'intera orchestra quando rombava insieme al mare».
Il testo non è troppo tecnico e permette a chiunque di avvicinarsi alla storia, molta curata, non solo nei contenuti, ma anche nella forma. A dare respiro allo svolgimento degli eventi principali, alcuni interludi che narrano episodi della vita di grandi musicisti alle prese con problematiche legate al proprio mestiere; l'attenzione, in questi spazi, è soprattutto incentrata sull'evoluzione degli strumenti a fiato, in primis il clarinetto.
L'autore ha riportato sulla carta la vita di un personaggio realmente esistito, compiendo un buon lavoro di ricerca e accostando alla biografia, delle situazioni di pura invenzione, al fine di creare un libro coinvolgente e alla portata di tutti. Le avventure di Francesco Maria Scala sono rese ancor più fruibili, grazie alla penna del musicista e compositore italiano Lorenzo Della Fonte, dal quale aspetto con impazienza di poter leggere la seconda parte di questo romanzo.

Veronica

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