30 ottobre 2013

Dieci piccoli enigmi di Raffaella Ferrari [recensione]

DIECI PICCOLI ENIGMI 
di
Raffaella Ferrari

Casa editrice: Narcissus.me
ISBN: 9788868556150
Prezzo e-book: 2,49


Una raccolta di dieci racconti brevi, accumunati da un colpo di scena, da un cambiamento di rotta che non ti aspetti: mantiene centrali nella narrazione il mistero e il segno del giallo. 

1. Io e il vampiro: una giovane giornalista si addentra nella grande villa, dove si nasconde un uomo bizzarro, ribattezzato dal paese Il Vampiro.
2. Messaggio di mezzanotte: Dora si vede scivolare nella sua stanza d'albergo un biglietto, che in realtà non è indirizzato a lei. Viene così trascinata in una diatriba familiare, in cui due ex coniugi si contendono la figlia.
3. Il fabbricante di avventure: Alfredo, intento a restaurare un'autentica scrivania liberty nella piccola bottega dove lavora, scopre una lettera. Il contenuto può mettere in discussione la stessa storia della letteratura e il protagonista dovrà fare i conti con chi cerca di mantenere un segreto scomodo.
4. Un incubo inquietante: Angelica è turbata da sogni minacciosi, che si intersecano con la vita reale e l'omicidio/suicidio del suo capo, Roberto Raggi. Una psichiatra cercherà di fare luce sull'accaduto, insieme all'amico avvocato Enrico.
5. L'uomo con le stampelle: un'anziana signora, appassionata di gialli e alla continua ricerca di fatti insoliti, s'imbatte in un mistero vero, che le permetterà si essere d'aiuto.
6. Il caso di Mister X: un paziente con un'amnesia di cui si ignora la causa e una contusione alla spalla. Il maresciallo Parisi tenta di fare chiarezza.
7. La festa di fine estate: una festa in una villa, rovinata dal bisticcio fra due coniugi. La scomparsa dell'uomo, e la scoperta di alcuni suoi segreti, porterà la polizia a sospettare della moglie stessa.
8. Regina di quadri: il padre viene rapito da alcuni malviventi; la figlia è costretta a venir meno ai suoi principi per salvarlo.
9. La gattara: due gatti di una tranquilla vecchietta vengono avvelenati; le ricerche sul colpevole si restringono ai vicini di casa.
10. Cui prodest: il ritrovamento di un diario misterioso all'interno di una caserma spinge il maresciallo Saverio Lo Giudice e il colonnello Adriano Tartarini a scavare più a fondo su una faccenda del passato.

Lo stile dell'autrice, che tanto mi era piaciuto in Il caso della donna scomparsa (la recensione qui), sembra essersi perso o comparire solo a tratti.
Sicuramente, hanno impedito una lettura fluida e coinvolgente le frequenti imprecisioni, tanto che l'aprire il mio e-book coincideva con un'operazione di caccia all'errore: punteggiatura poco curata soprattutto nei dialoghi, virgole tra soggetto e verbo, la scrittura senza accento di tutti i numeri composti di tre, qual è con apostrofo, da (dare) senza accento, la mancanza di apostrofo all'imperativo del verbo andare. E mi fermo qua. Troppe disattenzioni, chiamiamole così, per una raccolta di racconti che non riesce a offrire niente di nuovo all'orizzonte del giallo e si dimentica con estrema facilità.
Recuperate il romanzo, che è meglio!

Veronica

8 commenti:

  1. Ciao veronica, mi spiace che non ti sia piaciuto. Innanzittutto non capisco dove hai visto gli errori. Nella versione cartacea non ci sono, poi mi pare, perdonami ma difendo la mia 'creatura,' un pò superficiale valutare una raccolta di racconti solo sul piano della stampa... perchè non avrai pensato davvero che non conoscessi le regole ortografiche, vero? E' evidente, se ci sono, che si tratta di problemi di stampa. Per il fatto che trovi il libro meno incisivo dell'altro, posso essere d'accordo, è questione di gusti e poi i racconti sono stati scritti in epoche diverse della mia vita e quindi trasmettono stili ed emozioni diverse. Pensa che 'io e il vampiro' ha anche vinto il premio della giuria in un concorso e 'l'uomo con le stampelle' è stato pubblicato nella raccolte 'donne e crimine' delle migliori gialliste liguri, dalla Fratelli Frilli Editori... a ... loro era piaciuto! Scherzo, sono comunque contenta di essere nel tuo blog... grazie a Dio siamo ancora in un Paese libero e chiunque può esprimere la propria opinione, spero...

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    1. Certo, ognuno è libero di esprimere la propria opinione... Mi sono sentita di dire la mia sulla raccolta di racconti, come ho fatto per il romanzo. La mia versione aveva queste imperfezioni di forma e, comunque, non mi permetto di dire che non conosci le regole grammaticali, assolutamente. Il mio giudizio si riferisce esclusivamente al testo in questione. Nelle mie recensioni tendo sempre a valutare l'insieme, dato da forma e contenuto. In questo caso non sono rimasta piacevolmente coinvolta, ma sono contenta che ci possiamo confrontare.

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  2. Ciao Raffaella, io non sono un esperto del settore, ma nel post hai scritto: pò invece di po' e perchè invece di perché. Questo mi porta a pensare che gli errori non sono legati a un problema di stampa, in più mi portano a credere di una loro presenza nel romanzo.
    Ciao Roberto Paoli
    P.s. Spesso molti si giustificano dicendo che scrivono dal cellulare, spero non sia il tuo caso.

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    1. la faccenda dell'accento grave o dell'accento acuto sul perchè è ancora aperta. quando scrivo dal pc e rispondo ai post non ci faccio molto caso... e comunque, cambia l'emozione che un romanzo può suscitare su chi legge o è solo una questione di forma? sostanza e forma hanno pesi molto diversi in tutte le cose della vita... un pò ci penserei, io... ciò non toglie che fa senza l'apostrofo e fa con l'apostrofo abbiano significati diversi e che metterlo o non metterlo sia un errore grammaticale... a seconda dei casi. qualche errore può darsi che ci sia. ho fatto tutto da sola e magari mi è sfuggito qualcosa... mi sarebbe piaciuto, però, che mi aveste detto qualcosa sui personaggi, sulle vicende, sulle ambientazioni... l'editor è un lavoro e lo scrittore un altro...

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  3. A me spiace perché sembrava un libro adatto al periodo!

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    1. Se ti ispira, prova a leggerlo! Alla fine il costo è irrisorio, così ti crei una tua opinione sui racconti e mi fai sapere! :-)

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    2. ciao ragazzi! ci mancherebbe scrivere col cellulare... impazzirei! (ah, qui non sto mettendo le maiuscole, solo perchè mi viene più comodo, scherzo). dunque per 'io e il vampiro' e per 'l'uomo con le stampelle' c'è stato proprio un editing fatto dagli esperti che me l'hanno pubblicato la volta precedente perciò se ci sono errori in questi due dovete 'prendervela' con loro. per gli altri, non saprei, a me pareva non ci fossero errori grossi, ma fecendo da sola può darsi che qualcosa mi sia sfuggito. il senso di autopubblicarsi è, secondo me, di saltare tutti i processi che ci sono nel meccanismo dell'editoria 'ufficiale', ivi compresa la correzione di bozze (che può costare anche 2.000 euro) e quindi poter vendere il libro ad un prezzo più accessibile, specie in momenti di crisi come questi. però, sai veronica, io i racconti qui, li ho scritti quasi tutti per ragazzi, e, senza presunzione, ho tentato di trasmettere, comunicare qualcosa, far pensare insomma... a te, ad esempio 'il fabbricante d'avventure'o 'cui prodest' cosa ti hanno fatto venire in mente? perchè del senso delle storie non hai detto nulla...

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    3. Ciao Raffaella! Sull'autopubblicarsi non ho niente in contrario, però è importante la forma, fa parte del contenuto stesso di un'opera e non per forza devi pagare per avere un testo privo di importanti accorgimenti. I grandi della letteratura sono tali perché sono riusciti a creare dei capolavori dall'impeccabile connubio di forma e contenuto: se avessero scritto con poca attenzione, il merito sulla "sostanza" sarebbe passato in secondo piano.
      Non voglio attaccare il tuo lavoro, ci mancherebbe! Io mi sono limitata a scrivere quello che la lettura ha trasmesso a me: i racconti, così come le dinamiche che hanno coinvolto i personaggi, psicologicamente e caratterialmente poco definiti (pecca di molti racconti brevi), non mi hanno entusiasmata.

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