23 novembre 2013

22/11/'63 di Stephen King [Recensione]

22/11/'63 
di
Stephen King


Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Numeri Primi
Traduzione: Wu Ming 1
Pagine: 768
ISBN: 9788866215073
Prezzo: € 14,00


Nel novembre 1960, il candidato democratico John Fitzgerald Kennedy sale alla presidenza degli Stati Uniti. Proveniente da una ricca famiglia di origine irlandese, è, a 44 anni, il più giovane presidente americano e anche il primo cattolico a entrare alla Casa Bianca. Suscita immediatamente ampi consensi attorno alla sua persona. In politica interna, lo slancio riformatore kennediano si tradusse in: un forte incremento della spesa pubblica, assorbito in parte dai programmi sociali, in parte maggiore dalle esplorazioni spaziali; un tentativo, non sempre possibile, di imporre l'integrazione razziale in quegli Stati del Sud che ancora praticano forme di discriminazione nei confronti dei neri.
In politica estera, la grave crisi legata alla presenza di missili nucleari sovietici a Cuba si risolve con un trattato tra Usa e Urss per la messa al bando degli esperimenti nucleari nell'atmosfera.
Il 22 novembre 1963, Kennedy viene ucciso a Dallas, atto che impresse un segno di inquietante violenza su tutta una fase della storia degli Usa.

Jake Epping è un insegnante. Una sera, seduto a correggere i temi del corso serale, s'imbatte nello scritto di Harry Dunning. Il tema assegnato «Il giorno che mi ha cambiato la vita» lo fa piangere, perché racconta di come il padre assassinò la madre e i fratelli.
Il proprietario della tavola calda dove si reca sempre a pranzo, Al, gli mostra un passaggio, la buca del coniglio, in grado di condurlo in una data e in un momento preciso: il 9 settembre del 1958 alle 11:58. Essendo malato, affida a Jake il compito di andare indietro nel tempo per salvare J.F. Kennedy, mettendo un freno a tutti gli eventi successivi negativi che hanno segnato la Storia:
"Se mai hai voluto cambiare il mondo, questa è la tua occasione. Salva Kennedy. Salva suo fratello. Salva Martin Luther King. Ferma le rivolte razziali. E forse fermerai anche la guerra in Vietnam".
Come evento di prova è posto proprio il salvataggio della famiglia di Harry, al fine di vedere quali saranno le conseguenze nel futuro. Appurato ciò, il protagonista dovrà vivere 5 anni nel passato e osservare i movimenti del presunto colpevole dell'assassinio del presidente: Lee Harvey Oswald.
In questo lungo periodo, si sposta e trascorre un'esistenza alternativa nel passato come George Amberson; s'innamora e diventa così difficile pensare di ritornare a casa senza Sadie. Molti diventato momenti che "il viaggiatore nel tempo" sente di dover modificare, cancellare.
Il passato è insidioso e non vuole essere alterato. L'effetto farfalla si fa sentire e non tutto sembra così semplice come previsto, nonostante «ogni passaggio attraverso la buca del coniglio faccia ricominciare tutto». Ogni cambiamento porta imprevedibilità:
"Le coincidenze esistono, ma sono giunto a credere che in realtà siano rare. C'è qualcosa all'opera, OK? Da qualche parte nell'universo, o al di là di esso, un grande marchingegno ticchetta e fa girare i suoi mirabolanti ingranaggi. Ogni tanto, dal mazzo salta fuori una carta imprevista, ma quasi tutte le cose sono quel che devono essere".
Un romanzo ben costruito, che sviluppa un'idea affascinante: quante volte capita di desiderare di tornare indietro nel tempo per cambiare qualcosa? Il protagonista si assume una grossa responsabilità, quella di essere l'uomo senza epoca che deve modificare la Storia. Le ripercussioni sono inimmaginabili e si fanno sentire con tutta la loro potenza.
Stephen King riporta in vita alcuni personaggi e ambientazioni di un altro suo libro immenso, IT, e nella permanenza di George a Derry l'incontro è inevitabile e la presenza di un pagliaccio che uccide i bambini, così come l'omertà degli adulti, si rivive in alcune pagine.
Il protagonista di 22/11/'63 è posto di fronte a continue scelte e all'incontro con il vero amore, in una realtà che purtroppo è già passato.
Affascinante, magico, commovente e coinvolgente: tante emozioni per un solo libro, che testimonia la grandezza di Stephen King.

Veronica

2 commenti:

  1. un gran bel romanzo, davvero bello
    a parte il plot principale, ho molto apprezzato la ricostruzione di quegli anni ormai lontani (1958-1963, tra Elvis e i Beatles); gli anni della mia adolescenza (sono contemporaneo di King) quando ci si divertiva con poco, si fumava senza problemi e se parlavi di terrorismo "la gente immaginava adolescenti che ribaltavano mucche"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo: come sempre, King ha la capacità di farti sentire presente nei suoi romanzi. Uno dei libri più belli che ho letto, senza dubbio!

      Elimina