30 novembre 2013

After Dark di Haruki Murakami [recensione]

AFTER DARK
di
Haruki Murakami

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Traduzione: Antonietta Pastore
Pagine: 164
ISBN: 9788806217006
Prezzo: € 11,00


Nella notte si intersecano le vite di alcune persone. Ognuna di loro nasconde un segreto, qualcosa che con fatica riesce a raccontare.
In una caffetteria, Mari è seduta da sola, immersa nella lettura. Si avvicina un giovane musicista, Takanashi, vecchio compagno di liceo della sorella, Asai Eri. Quest'ultima è chiusa nella sua stanza e da due mesi non fa altro che dormire: da un punto di vista esterno, una televisione, osserviamo i suoi movimenti impercettibili.
Nel frattempo, una prostituta cinese, appena maggiorenne, viene picchiata in un love hotel e Mari viene coinvolta dal jazzista in questa vicenda. Si cerca di individuare il probabile colpevole, descritto come un anonimo informatico, all'apparenza innocuo. 
La protagonista conosce le proprietarie dell'hotel e ciò la porta a fare i conti con la condizione di semi incoscienza, nella quale si trova Asai Eri.
"Una bella ragazza che continua a dormire in un letto. I suoi capelli neri e lisci che formano sul cuscino un ventaglio dal significato profondo. Le sue labbra chiuse dolcemente. Il suo spirito inabissato in fondo al mare. La luce che la illumina di profilo vacilla ogni volta che lo schermo del televisore lampeggia, e l'ombra danza, indecifrabile segnale. L'uomo senza faccia che la guarda in silenzio, seduto su una semplice sedia di legno. Le sue spalle, che si alzano e si abbassano piano, ogni volta che lui respira a fondo. Come una barca vuota che oscilla dolcemente sulle onde, di primo mattino".
Oscurità nei luoghi e nell'anima, dalla quale affiorano le paure, le più profonde. In una notte qualsiasi, in una Tokio psichedelica, incontriamo alcuni personaggi. Li seguiamo, li ascoltiamo, cerchiamo di capire cosa nascondono e cosa li affligge. Un orologio segna il tempo e passo, passo conosciamo meglio ciascuno di loro.
Il dormire diventa la metafora ideale della necessità di nascondersi dallo smarrimento nei confronti di quello che siamo, vorremmo essere e dell'insicurezza rispetto a ciò che il futuro riserva. Le giornate si susseguono e tutto incombe, non si può scappare dalle responsabilità. Come dice Haruki Murakami: "La notte finalmente è terminata. Prima che le tenebre tornino a visitarci, c'è ancora tempo".

Quante volte ci sentiamo anime perse nella notte? Il buio cela le nostre ansie e chiudere gli occhi si trasforma nel rimedio migliore per non pensare a niente. Ma quando si fa giorno, si ha terrore della sua fine e del ritorno delle tenebre:
"Lo spettacolo della gigantesca metropoli che sta per svegliarsi è sotto i nostri occhi. Treni di diversi colori si muovono in direzioni differenti., portando una moltitudine di gente da un posto all'altro. Ognuna di quelle persone ha la propria faccia, il proprio spirito, e al tempo stesso è una parte anonima di qual corpo collettivo. Ognuna è un tutto, e al tempo stesso un semplice pezzo".
Consigliato per quelle serate cupe, in cui si ha voglia di riflettere sulla nostra esistenza e le nostre emozioni.


Veronica

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Assolutamente vero! Sia quando è più onirico, sia quando è più riflessivo e attento all'intera gamma delle emozioni umane, riesce a creare piccoli capolavori!

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  2. After Dark è uno dei libri di Murakami che i ha fatto "viaggiare" di più... il maestro non si smentisce...

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  3. è uno dei pochi di Murakami che non ho letto e devo assolutamente autoregalarmelo ;)

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