29 novembre 2013

Per dieci minuti di Chiara Gamberale [recensione]

Per dieci minuti
di Chiara Gamberale

Feltrinelli editore
pag.192
16 euro
Uscito il 20 novembre

Ci sono momenti della propria esistenza dove ti sembra di brancolare nel buio. Alcuni più di altri. Anche quando tutto è perfetto, le virgole sono al loro posto, hai quello che desideri - nonostante il sacrificio che lo stesso desiderare comporta - ... L'avete mai provata questa sensazione? Chiara G. rinuncia a Vicarello e a stare vicino ai suoi genitori, per trasferirsi con SUO MARITO, a Roma, una città troppo grande, in un quartiere che non conosce, in mezzo a volti estranei. A volte la mia mente arriva a pensare - egoisticamente - a quanto - involontariamente - ci sacrifichiamo quando il tuo uno si somma ad un altro uno. Il due non è di conseguenza il numero perfetto. Dipende dalle situazioni. Insomma, alla fine suo marito, la lascia con una telefonata, mentre è a Dublino, perché si è invaghito di un'altra. Costruire, distruggere, mantenere, perdere, fare, disfare... All'apparenza, sono solo verbi, ma si sorreggono e oscillano su un terreno troppo poco stabile, per non rischiare di cadere. Lei, sola, in un appartamento che non sente suo, alle prese con un romanzo - quello che sta scrivendo - che non sa come portare avanti, a un certo punto crolla. La sua terapista, la dottoressa T. allora le consiglia:
- Le va di fare un gioco?
- Quale?
- Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto. Una qualunque. Basta che non l'abbia mai fatta.
- E poi, dottoressa, alla fine che succede? Avrò indietro la mia vita?
- Ne riparliamo tra un mese, Chiara. Intanto giochi, s'impegni e non bari, mi raccomando.
Chi l'avrebbe mai detto che il segreto per riprendere in mano la situazione potesse trovarsi dentro a un gioco. Magari non giochi più da una vita. Forse i giochi ti annoiano. Chiara G. invece si mette alla prova: - mettere lo smalto fucsia sulle unghie, suonare il violino, andare alla laurea di una sconosciuta, camminare all'indietro, chiedere a tua madre come sta, imparare a guidare, travestirsi da Babbo Natale, coltivare semi di lattuga, ricamare...
Non è impressionante il numero di cose che ti rendi conto di non aver mai avuto il coraggio di fare e la possibilità che hanno di salvarci? Soprattutto quando diamo per scontato la persone, quello che siamo, i sentimenti che proviamo per gli altri, senza magari interrogarci su ciò che loro provano realmente per noi.

E insomma, questo esperimento - all'apparenza banale - potrebbe rivelarsi il nostro salvagente proprio come lo è stato per lei, per liberarci dalle ossessioni e lasciarle scivolare via. Occhio però, che giocare è roba seria. Uno dei pochi libri, che una volta finito, ti dà una sensazione di benessere, ti lascia spiragli di speranza, ti aiuta a superare i confini mentali che ti sei costruita e a ritrovare quell'entusiasmo che credevi di avere perso.

Assolutamente consigliato.

Francesca 

6 commenti:

  1. non ho ancora deciso se la gamberale mi piace.
    ora "va di moda" ed è giusto così...
    però il suo libro "Le luci nelle case degliu altri" sebbene non sia stato illuminantissimo mi è piaciuto...

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  2. Ma nooo, dire che uno scrittore garba - ed è giusto così - perché va di moda rende lo scrittore stesso, non più una persona in carne ed ossa, ma un personaggio. Non so se mi convince la cosa. Ovvio che quando esce un nuovo libro c'è tanta chiacchiera intorno, incontri, giornalisti, blogger... che ne parlano. Questo lo nota sia chi alla notizia ne è indifferente, sia chi quelle notizie le vuole perché gli interessano.

    Non sei comunque la prima che mi dice che deve ancora decidere se la Gamberale le piace. Io ti dico perché nel mio caso sì: Mi piace la sua impronta stilistica, la trovo originale, il modo con il quale struttura i discorsi, la predominanza dei dialoghi che a livello emotivo hanno un maggior impatto, la loro ricercatezza e in ultimo luogo, il fatto che le sue parole offrono sempre uno spunto in più per riflettere... aspetto che diamo troppo per scontato.

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  3. Questo libro è in wl sin dalla prima volta che ne ho sentito parlare, probabilmente da te... potrebbe farmi male, ma potrebbe anche farmi bene...

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    1. Ti potrebbe fare più bene che male. La bilancia pende soprattutto da quel lato. Poi dimmi se ti è piaciuto ;)

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  4. Ho letto il libro e lo trovo meraviglioso!
    È diverso dai suoi romanzi precedenti. È anche divertente...io ho riso nel leggere dei passaggi, nell'immaginare ciò che descriveva in quelle pagine!

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    1. Giusto... diverso, divertente, emozionante

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