11 dicembre 2013

Carrie di Stephen King [recensione]

CARRIE
di 
Stephen King

Editore: Bompiani
Traduzione: Brunella Gasperini
Pagine: 174
ISBN: 9788845210006
Prezzo: € 7,90
Sappiamo che Carrie fu la vittima della mania religiosa di sua madre. Sappiamo che possedeva un potere telecinetico latente. Sappiamo che questo cosiddetto "talento", detto comunemente telecinesi, è in realtà ereditario, prodotto da un gene che, quando esiste, è di solito recessivo. Sospettiamo che la telecinesi possa essere di natura ghiandolare. Sappiamo che Carrie diede almeno una dimostrazione del suo potere da piccola, quando fu messa in una situazione di estrema tensione e senso di colpa. Sappiamo che un'altra situazione di estrema tensione e senso di colpa nacque dall'incidente nella sala docce. [...] E per finire, sappiamo che la Notte del Ballo sopravvenne una terza situazione di grande stress, che causò terribili avvenimenti che ora dobbiamo discutere».
Carrie è un'adolescente di diciassette anni, molto timida, chiusa, poco attraente e ignara degli aspetti più "elementari" della vita. A scuola è il classico capro espiatorio, vessato dai più popolari. Dopo la lezione di ginnastica, si ritrova con le compagne a fare la consueta doccia e, molto tardi rispetto alle sue coetanee, ha la prima mestruazione. Spaventata dalla situazione, viene sbeffeggiata e ridicolizzata dalle altre ragazze. Lei non dimenticherà mai l'imbarazzo provato in quel momento.
Sue Snell, sentendosi in colpa per aver attaccato Carrie ed essersi fatta trascinare dal gruppo di amiche, convince il suo ragazzo a invitarla al ballo, evento che sarà per tutti realmente indimenticabile.

Stephen King costruisce un personaggio femminile debole all'apparenza, ma pronto a esplodere, forte del suo potere. La figura materna, che dovrebbe guidarla verso la maturazione, è completamente condizionata dalla religione: considera ogni pensiero e atto della vita di una donna come impuro e necessitante di espiazione. Il risultato è un personaggio spaventoso per le convinzioni che guidano le sue azioni ai danni della figlia, che finisce per essere in tutto e per tutto un'incompresa. Nei lettori scatta invece un sentimento di comprensione nei confronti di Carrie, anche se utilizza il suo dono per ottenere vendetta.
Il male si ritrova nella famiglia, nella scuola, nella società stessa e l'obiettivo dell'autore e proprio quello di farci riflettere sulla crudeltà che ognuno di noi può infliggere o subire, in un'età così difficile che tutti noi abbiamo o dobbiamo attraversare.

A gennaio 2014 esce il remake, diretto da Kimberly Peirce, del film del 1976 di Brian De Palma: per l'occasione, recuperate il romanzo, il quale ha segnato l'inizio della carriera di Stephen King nel 1974.



Veronica

3 commenti:

  1. Uno dei miei primi King, non il mio preferito, ma bello, forte e distruttivo.

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  2. Ho letto questo libro parecchi anni fa, e mi ricordo che mi aveva colpito molto e da poco ho visto il primo film, che un po' mi ha delusa, ma semplicemente perché mi ero immaginata i luoghi e i personaggi totalmente diversi!!!

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  3. Il film non è tra i peggiori fra quelli dei romanzi di King, ma non rende completamente il libro. Probabilmente sarà così anche per il remake!

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