3 dicembre 2013

Stoner di John Williams [recensione]

Stoner
di John Williams

Fazi Editore
334 pagine
isbn: 978-88-6411-236-7
17,50 euro
uscito il 24 febbraio 2012

Non so perché ho aspettato così tanto per leggerlo. Forse è vero che ogni storia ha il suo momento. E quand'è che lo capisci? In questi ultimi due anni, escludendo alcune rare eccezioni, non sono stata io a scegliere i libri, sono loro che hanno scelto me. Stoner è stata una lettura lenta, una di quelle che assapori piano piano, gustando ogni parola... a volte dolce, a volte amara. 

William Stoner è un umile figlio di contadini. Terminate le scuole superiori, il padre decide che deve andare all'università a studiare agraria. Galeotta è la lezione di letteratura inglese, che lo fa innamorare dei libri. Senza dire nulla ai suoi, cambia indirizzo di studi. Da qui, la sua esistenza prosegue in maniera ordinaria, senza picchi emotivi eclatanti. Diventa professore, si sposa, ha una figlia. La pacatezza del protagonista - scordatevi le solite scene epiche o i drammi teatrali - lo mostra in tutta la sua noiosa normalità.

Lo sforzo maggiore delle persone che ti stanno vicino, è quello di passare il tempo a spiegarti com'è che si vive: - ribellati alle ingiustizie, non ti far mai sopraffare dallo sconforto, reagisci, insegui i tuoi sogni, rispetta gli altri, persevera, lotta, ama, prenditi sempre quello che ti spetta, ridi, corri... E tu - visto che loro si sono presi la briga di insegnartelo - fai del tuo meglio per non deluderli e per non deluderti. Quindi trovarti di fronte a un personaggio simile scatena reazioni contrastanti perché fa della diplomazia la sua filosofia, anche nelle situazioni di estrema difficoltà o impotenza. Come se niente e nessuno lo riguardasse mai veramente a fondo. Tale aspetto viaggia sui binari della coerenza fino alla fine dei suoi giorni. Se da un lato ciò lo fa apparire come un perdente, dall'altro pensi che abbia trovato la fonte segreta della felicità eterna. Molto facile salire, scendere, e poi salire e di nuovo scendere... proprio come quando sei sulle montagne russe e ti hanno costretto a montarci sopra. E - non so voi ma - io odio le montagne russe, sia se parliamo della giostra vera e propria, sia se la usiamo come metafora. Ho reso bene l'idea? Ecco, il protagonista non è niente di tutto ciò. Ve lo sareste mai aspettato?

Questa storia la ami proprio per quello che ti suscita dentro. Affascinante  l'ambientazione posta a cavallo delle due guerre mondiali, della quotidianità che si respira in un tipico college inglese, dell'amore per la letteratura... che ricorda vagamente la passione che si respira nel film "L'attimo fuggente", disarmante il finale.
Aprì il libro, e mentre lo faceva il libro smise di essere il suo. [...] Le dita si allentarono e il libro che tenevano si mosse piano piano e poi rapidamente lungo il corpo immobile, cadendo infine nel silenzio della stanza.
Assolutamente consigliato.

Francesca

4 commenti:

  1. E' nel carrellino di Amazon ** pronto per arrivare a casa mia!

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    1. Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi ;) a me è piaciuto molto

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  2. Un libro molto bello. Che poi non succede praticamente nulla, è quella la stranezza (e la particolarità) del libro. E bravo Williams! ;)

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    1. Sì bravo Williams... Adesso sì che ho capito il successo di questo libro

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