10 gennaio 2014

Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Meloni [Recensione]

Cosa vuoi fare da grande
di Ivan Baio e Angelo O. Meloni

Del Vecchio Editore 
Collana italiana 
ISBN: 978-88-6110-088-6 
Pagine: 184 
euro 12 

Ve l'hanno mai posta - da bambini - la fatidica domanda: Cosa vuoi fare da grande? A me - penso anche a voi - svariate volte. Strano ma vero, quando sei piccolo, hai:
- molta più consapevolezza del domani, per quanto surreale e disincantato sia
- le idee piuttosto chiare e le espliciti in modo temerario sfidando la stessa titubanza degli adulti.
Un giorno decidi che sarai un'astronauta, o un pompiere, o il presidente della Repubblica. L'importante è che siano eroi e che salvino il mondo dalla povertà, dalle ingiustizie e dalla cattiveria. Una volta cresciuto difficilmente diventi quello che avevi scelto di essere e il domani è più nebuloso e incerto di come ti aspettavi. A 30 anni - a volte - capita ancora che sei lì a domandartelo.

Questo non vale se fai parte della scuola prescelta per testare il futurometro! Ma cos'è? è la più grande innovazione mai vista prima, ideata dell'ingegnere turco Volkan Kursat Bayraktar: Un congegno supertecnologico, in grado sia di analizzare le persone che di prevedere la strada che prenderanno nella vita, con annesse le possibilità di fallimento e successo. Quindi adesso immaginate l'Attilio Regolo - la prima scuola italiana selezionata - in gran fermento, dove mamme e bambini hanno creato festoni da appendere nella palestra completamente messa a nuovo per l'occasione... Escluso, ovviamente, quello di Guido Pennisi e Gianni Serra, relegato nella parte più nascosta della stanza. Cosa che succede quando ti ritrovi di fronte al classico bulletto o al timido che balbetta appena viene interpellato; entrambi figli di nessuno, o meglio orfani e perciò indifendibili. La festa comunque, alla fine si rivela un disastro... per colpa della competitività assurda e sfrenata dei genitori, che trasformano l'evento in una rincorsa spietata alle occasioni perse.

Da un lato i bambini con la loro ingenuità e il non preoccuparsi di quello che il futuro gli riserverà, dall'altro gli adulti e le frustrazioni che gli sputano addosso come il simbolo del riscatto che non hanno ricevuto.
Una parodia alquanto grottesca, ironica ma intrisa di una verità disarmante: La certezza che a volte si devono accettare i propri fallimenti, lottare perché questi fallimenti diventino successi, non farlo pesare a nessuno, soprattutto se quel nessuno è più avanti di te, o ancora inesperto... e infine che ciò non ti porti a essere un carnefice e di conseguenza a rendere gli altri delle vittime.
Amico, non serve a un cazzo scalare le montagne… devi pensare di arrivare al rifugio per mangiarti un panino, questo devi pensare. Le cime lasciale agli illusi. A noi interessano le bibite fresche, il pane e salame.
Francesca

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