8 gennaio 2014

Il buio oltre la siepe di Harper Lee [recensione]

IL BUIO OLTRE LA SIEPE
di
Harper Lee


Editore: Feltrinelli
Traduzione: Amalia D'Agostino Schanzer
Pagine: 290
ISBN: 9788807881558
Prezzo: € 8,00


Anni Trenta, Maycomb (Alabama). In una piccola cittadina del profondo sud vivono Jem e Scout insieme al padre, Atticus Finch, avvocato: a lui l'incarico di difendere un giovane ragazzo nero, accusato di aver violentato la figlia di Bob Ewell, un contadino bianco dall'animo spregevole.
Dagli occhi della piccola protagonista sono narrate le vicende che ruotano intorno al processo contro Tom Robinson. La sua innocenza la porta ad affrontare la realtà nuda e cruda, scontrandosi sin da subito con parole quali pregiudizio e democrazia.
"Se c'è posto al mondo dove l'uomo dovrebbe essere sicuro di trovare giustizia è il tribunale, di qualunque colore dell'arcobaleno sia la sua pelle, ma la gente è capace di portarsi dietro i propri rancori persino sul banco di una giuria. Quando sarai grande vedrai tutti i giorni uomini bianchi che ingannano i neri; ma voglio dirti una cosa, e non dimenticarla mai: se un bianco fa una cosa simile a un nero, chiunque egli sia, per quanto sia ricco o appartenga alla migliore famiglia, quel bianco è un disgraziato".
L'uguaglianza non esiste: Jem e Scout assistono alla più palese delle dimostrazioni proprio durante la causa che coinvolge Atticus. Il padre riesce con astuzia a dimostrare l'infondatezza delle prove a carico dell'imputato. Questo non basta. La sentenza è stabilita in partenza. L'ingiustizia si rivela sempre con più violenza davanti ai giovani protagonisti, che non comprendono il divenire "naturale" delle cose, come invece riescono a fare persone a loro vicine. Il mondo così funziona negli anni Trenta a Maycomb:
"Fino a questo momento nella tua vita non c'è stato nulla che abbia interferito con il tuo raziocinio. I dodici uomini della giuria di Tom sono uomini che ragionano normalmente nella vita, ma hai visto con i tuoi occhi che al processo si è frapposto tra loro e la ragione una specie di schermo, e lo stesso hai visto quella notte davanti alla prigione; quando quella notte se ne sono andati non se ne sono andati  da uomini ragionevoli ma soltanto perché c'eravamo noi. C'è qualcosa nel nostro mondo che fa perdere la testa alla gente: non riescono a essere giusti neanche quando lo vogliono. E nei nostri tribunali, quando contro la parola di un bianco c'è soltanto quella di un nero, è sempre il bianco che vince. Sarà brutto, ma la vita è fatta così".
Dal punto di vista di Scout e suo fratello, l'autrice Harper Lee racconta un momento difficile della storia, in cui il razzismo è padrone indiscusso. A fare da corollario, i concittadini con le loro idee a proposito dell'uguaglianza sociale: da ognuno di loro i protagonisti impareranno aspetti positivi e negativi, cominciando a fare i conti con quella che è l'opinione dell'altro, non sempre condivisibile e accettabile. 
Un romanzo che spinge a riflettere per le tematiche importanti affrontate e coinvolge grazie a dialoghi schietti e pungenti, soprattutto del personaggio femminile principale, e alla capacità della scrittrice di narrare le esperienze plurime che toccano ogni abitante di Maycomb.
Un classico, allo stesso tempo, delicato e forte, esattamente come l'animo della piccola Scout: un libro che non si dimentica.

Veronica

3 commenti:

  1. Ancora non l'ho letto, ma devo correre ai ripari.

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  2. Non si dimentica assolutamente, in alcune pagine è un pugno allo stomaco ma aè un male necessario... ho adorato la scrittura della Lee e la prospettiva di Scout...un libro da leggere assolutamente...

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  3. Sì, un libro meraviglioso e un'autrice molto intensa, in ogni pagina. Da leggere!

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