3 gennaio 2014

Il mondo come io lo vedo di Albert Einstein [Recensione]

Il mondo come io lo vedo 
[titolo originale: “The world as I see it] 
di Albert Einstein 

ISBN 978-88-541-3500-0 2012 
2° ed. 
Pagine 128 
Newton Compton Editori

Tutti conoscono Einstein! Le sue celebri foto sono state stampate su migliaia di gadgets, ovunque tazze e t-shirt con la capigliatura elettrica, ce lo ricordano gli abitanti dell’appartamento più nerd di Pasadena, la teoria della relatività è una non-sapienza popolare. I suoi studi hanno rivoluzionato la fisica e lo hanno reso l’icona, il genio, ruolo che non avrebbe voluto, deprecando questa eventualità ancora in vita.

La verità è che non lo conosciamo affatto. Albert Einstein non è l’idolo ma l’uomo, per giunta pienamente dei suoi tempi, parte delle più tradizionaliste istituzioni scientifiche e accademiche, dalle quali prese le distanze in seguito agli atti raziali, per poi partire alla volta degli Stati Uniti. È pacifista, crede nella collettività ma stimola all’individualismo, vive dentro il sistema e allo stesso tempo ha la forza di criticarlo, libero uomo di scienza ed ebreo tradizionalista. Mistiche le sue riflessioni sul sentimento religioso cosmico.

Devo esser passata davanti molte volte a questo volumetto, ben riposto nella libreria di casa tra altri classici, un po’ impolverato, prima di mettere lo sguardo del tutto casualmente su quel titolo. Il mondo come io lo vedo. Quale significato dentro a queste parole? Per quanto possa sembrare scontato vedere ciò che ci circonda, giusto perché accade, perché dopotutto è lì e anche noi lo siamo, non implica affatto averne una visione. Avere questa capacità è cosa invidiabile ed è quanto di più generoso si possa auspicare per se stessi e chi ci circonda, perché è questo che fa la differenza tra chi vive di inerzia e chi consapevolmente. Tra chi guarda il proprio naso, e chi riesce a vedere oltre ad esso.

Il flusso del testo è pulito, chiaro e privo di virtuosismi stilistici o vezzi letterari, è armonico nella scelta delle parole, preciso e puntuale nell’esprimere i pensieri, collegati magistralmente. Sfogliando le pagine, si ha la stessa sensazione di quando con la mano si spanna il vetro della finestra, e si inizia a vedere qualcosa, sempre più chiaramente. Sono note, appunti, lettere che non hanno altra pretesa se non quella di riflettere o rispondere sulle tematiche esistenziali dell’uomo, così come sulle questioni contingenti. Il senso della vita, il pacifismo, la religione e la scienza, l’antinazionalismo, la necessaria visione individualista, la crisi, la produzione industriale e il valore del lavoro. E poi, gli eventi politici europei, la dittatura e la nascita dello stato sionista, il rapporto tra ebrei e arabi, argomenti per i quali spende parole che possono esser state scritte per il nostro presente.

Le pagine di questo libro mostrano un’apertura che pochi possono dire di aver avuto, la sua visione del mondo è qualcosa che va oltre il tempo e che parla agli uomini di ogni giorno. Sarebbe stata una grande perdita non aver appoggiato lo sguardo su questo libro.

Elisa

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