31 gennaio 2014

L'uomo in fuga di Stephen King [recensione]

L'UOMO IN FUGA
di
Stephen King

Editore: Sperlink & Kupfer
Collana: Pickwick
Traduzione: Delio Zinoni
Pagine: 240
ISBN: 9788868361198
Prezzo: € 9,90


L'uomo in fuga è un romanzo distopico, pubblicato nel 1982 con lo pseudonimo di Richard Bachman: ambientato in un futuro che, per attinenza con la situazione vissuta oggi, spaventa e fa riflettere non poco.
Una parte consistente della popolazione americana affronta la povertà, il ritorno di malattie che si pensavano sconfitte, l'incapacità di far fronte a bisogni primari, l'inquinamento atmosferico e un governo in grado di tenere sotto scacco le persone con la tri-vu. Che cosa trasmette la televisione con maggior frequenza? Tutta una serie di giochi più o meno violenti che, se portati in fondo, permettono di vincere soldi. 
Ben Richards ha perso il lavoro alla General Atomics, azienda responsabile della contaminazione dell'aria, ed è disperato per l'influenza della figlia e l'incapacità di acquistare le più semplici medicine per curarla. Decide così di partecipare alle selezioni per i giochi della tri-vu: viene scelto per il più difficile fra tutti, quello che non ha mai registrato un vincitore, L'uomo in fuga. Il concorrente, con a disposizione un bel gruzzolo di denaro, deve fuggire dalla polizia, dai cacciatori o da chiunque lo riconosca per trenta giorni. Ogni ora di sopravvivenza permette di guadagnare 100 dollari; la resistenza per l'intera durata del tempo, un miliardo.

Il romanzo si costituisce di 101 capitoli, i quali dettano un vero e proprio conto ala rovescia. La civiltà descritta è divisa in due gruppi: da una parte, coloro che non riescono a vivere in maniera dignitosa; dall'altra, i benestanti, con piena fiducia nel governo e disinteressati e terrorizzati dalla gente che non possiede niente. Il protagonista, nel corso del gioco, incontra persone che affrontano la sua stessa situazione di disperazione ogni giorno e altre che cominciano ad avere una qualche consapevolezza della realtà del mondo.
Ben Richards è un uomo psicologicamente demoralizzato, ma con ancora dentro di sé la forza per reagire e sovvertire le sorti che hanno condannato la famiglia a un'esistenza miserabile. Grande attenzione è dedicata all'ambientazione stessa, immaginata fino in fondo da Stephen King e che la rende vivida nella nostra mente, man mano che la lettura prosegue.
Molto controversi e a volte poco apprezzati i finali dei romanzi di King: questo mi è piaciuto molto e l'ho trovato una degna conclusione per un libro davvero avvincente e doloroso.

Veronica

3 commenti:

  1. Uno dei miei King preferiti, lo sfogliavo proprio qualche giorno fa. Anzi conto di rileggerlo!

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  2. Wow, ho letto prarecchi libri di Stephen King, ma questo non lo conoscevo proprio!! Sembra molto interessante..

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  3. A me piace moltissimo Stephen King e ha scritto talmente tanti libri che si fatica a stare dietro a tutti: si rivela sempre con qualche sorpresa! :-)

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