15 gennaio 2014

Storia di uomini invisibili di Giacomo Festi [recensione]

STORIA DI UOMINI INVISIBILI
di 
Giacomo Festi


Editore: Nativi Digitali Edizioni
Prezzo: € 2,99

Tommaso Bernini è un ragazzo di trent'anni, con una professione appagante e una fidanzata molto bella. All'improvviso, non riesce più a controllarsi e impazzisce: il padre lo porta così all'istituto Sant'Ezechiele, in cura dal dottor Vicenzi. In questa nuova dimensione, comincia a riflettere su se stesso e la società che lo circonda, con tutti i suoi elementi. Senza più sicurezze e punti di riferimento, si ritrova a essere letteralmente come si sente dentro, invisibile. Ciò gli permette di fuggire indisturbato dal centro di igiene mentale. Incontra Franco, un bambino intrappolato nel corpo di un adulto, l'unico in grado di vederlo. Nella palazzina dove abita il nuovo amico di Tommaso si dipanano le vicende di alcuni personaggi, che diventano a tutti gli effetti i protagonisti principali della storia. Soprattutto il rapporto fra Andrea e Giulia diventa centrale: quest'ultima, costretta a subire le vessazioni e l'aggressività del marito, cerca rifugio tra le braccia di Giovanni, vicino di casa senza uno scopo e assuefatto dalla droga.

Quante volte, la nostra vita ci ha condotto in situazioni difficili, in cui solo il disagio e la sensazione effettiva di essere nulla dominavano? Persone che ti guardano senza capirti e ti osservano come se non esistessi. Siamo un puntino piccolissimo nell'universo e a volte nemmeno quello. Il presente e il futuro sono così difficili da affrontare che vorremmo reagire, capovolgere la nostra condizione, ma siamo intrappolati in una situazione di immobilità tale da non farcela.
Tommaso appare come un uomo realizzato, ma in realtà qualcosa porta il suo mondo a sgretolarsi. Cosa non è dato sapere e un approfondimento in merito sarebbe stato interessante, così come l'affrontare il rapporto con i genitori, soprattutto la madre, relegata a un ruolo marginale. Con il padre si assiste solo a un dialogo iniziale, a tratti stereotipato, che resta un po' sottotono rispetto al resto del libro, sicuramente più incisivo. Proprio la parte successiva, dal momento in cui Tommaso scappa dall'ospedale, è la migliore del testo, grazie alla buona descrizione dei personaggi, che risultano credibili e in grado di far immedesimare nelle singole situazioni. 
L'autore usa efficacemente l'invisibilità del protagonista come metafora e pretesto per allargare la prospettiva su una condizione largamente condivisa. Il racconto scorre, merito della buona scrittura del giovane Giacomo Festi. Poco apprezzabile l'epilogo, un po' troppo in stile "Mucciniano", che mostra cosa è successo a tutti i personaggi principali, decidendo per qualche risvolto poco credibile e troppo esagerato.
Nel complesso Storia di uomini invisibili, con l'attenzione riservata a temi esistenziali delicati, fa ben sperare per la realizzazione di altri scritti futuri.

Veronica

Nessun commento:

Posta un commento