27 gennaio 2014

"The Wolf of Wall Street" di Martin Scorsese [Film vs Libro]

Il 23 gennaio è uscito al cinema "The Wolf of  Wall Street" di Martin Scorsese che vede come protagonista Leonardo Di Caprio ed è tratto da una storia vera: La biografia di Jordan Belfort, in Italia è edito da Rizzoli
588 pagine - ISBN: 17020015 - 20 euro - pubblicato nel 2008
Pump & dump”: è così, pompando artificialmente il valore delle azioni per poi rivenderle a peso d’oro a compratori incauti, che Jordan Belfort ha fatto i suoi primi - e ultimi - miliardi. Per decisione dei giudici, il 50% di tutti i guadagni presenti e futuri di Belfort - compresi quelli che gli deriveranno dai diritti di questo libro - andrà alle vittime delle truffe da lui perpetrate. Bastano un materassino e un uomo al di sotto del metro e venti, possibilmente consenziente, per organizzare un torneo di “lancio del nano”, sport favorito dall’autore negli anni d’oro della Stratton Oakmont. Negli anni ‘90 Jordan Belfort ha guadagnato più soldi di quanti riuscisse a spenderne nelle sue leggendarie notti piene di coca, eccessi e puttane di lusso; più di quanti avesse mai osato sognarne ai tempi in cui vendeva carne e pesce nel Queens. Perché a Wall Street, cuore tachicardico della finanza mondiale, niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Belfort, arruolato come semplice telefonista dalla società di brokeraggio LF Rothschild e subito contagiato dalla selvaggia ambizione dei giovani broker che “puzzano di successo lontano un miglio”. Geniale e spericolato, Belfort impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e giunge, nel giro di pochi anni, a fondare la sua società, la potentissima Stratton Oakmont, la “Disneyland dei broker”, dove il denaro si moltiplica senza controllo. Ma non bastano otto Ferrari, la villa più grande degli Hamptons, una moglie trofeo, l’elicottero personale pilotato in stato di ebbrezza, per farti padrone del mondo o, se è per questo, della tua vita. Dipendente da ventidue sostanze diverse, dalle orge, e dal vizio implacabile della grandezza, Belfort si prepara a una caduta più spettacolare persino della sua formidabile ascesa. Cattivo, sincero, irriverente, Il lupo di Wall Street è la travolgente storia vera del più grandioso e spudorato sogno americano degli ultimi decenni, simbolo di un sistema che esalta e corrompe.
CURIOSITà :
  • Questo è il quinto film di Leonardo Di Caprio insieme al regista Martin Scorsese, non ancora premio Oscar. Riuscirà questa volta a portarselo a casa? Le probabilità di vittoria sono alte [così dicono].  Lo sapremo il 2 di marzo. Personalmente ho trovato la sua interpretazione di una genialità disarmante dando sfoggio per l'ennesima volta della sua bravura. Ha saputo calarsi nei panni di una personaggio alquanto sopra le righe: Il racconto di un aspirante broker degli anni 90, che fa di tutto per diventare ricco, anche con metodi poco ortodossi. Ossessionato dal sesso, dalla droga e dal denaro. Convincente sotto ogni punto di vista, tanto da arrivare alla fine e non renderti conto dell'infinita durata del film: Quasi 3 ore.
  • Di Caprio è stato, oltre che il protagonista del film, anche il finanziatore principale. Senza il suo aiuto, non sarebbe stato girato.
  • Questa rappresentazione viene definita da Panorama.it "la fiera degli eccessi e una vera orgia cinematografica, di toni, luci, interpretazioni" e "L'avidità secondo Scorsese non sembra solo bella, ma addirittura meravigliosa. Che la frecciata del regista risieda proprio in questo? Per quanto sia facile dire che i soldi non fanno la felicità, in fondo siamo tutti ammaliati dalla ricchezza? Significativa è infatti la scena conclusiva, in cui una platea di persone comuni rimane concentrata e a bocca aperta di fronte alle tecniche di vendita insegnate da DiCaprio/Belfort, riciclatosi speaker motivazionale."
  • Jordan Belfort ha scontato oltre 22 mesi di pena per aver truffato i risparmiatori americani di svariati milioni di dollari. Infatti è stato condannato dalla giustizia a versare il 50% dei suoi guadagni in un fondo di compensazione per rimborsare le sue vittime. La Random House, cioè la casa editrice che ha pubblicato la sua storia gli ha sborsato un anticipo di un milione di dollari, aumentati poi grazie alla cessione dei diritti per questo film.
  • FILM VS LIBRO: Alcuni articoli testimoniano che Scorsese sia stato abbastanza coerente con la trama della storia. Altri invece criticano l'aver messo in luce solo alcuni aspetti di Wall Street e non quello che riguarda la parte delle persone che hanno perso i soldi investendo in borsa.

A breve su questo spazio la recensione 

Francesca

2 commenti:

  1. attendo la recensione del film...
    il libro dopo aver adorato la pellicola mi sa che potrei recuperarmelo...

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