5 gennaio 2014

Zia Mame di Patrick Dennis [recensione]

Zia Mame
di Patrick Dennis

Adelphi
380 pagine
isbn: 9788845923999
€ 19,50
uscito nel 2009

Il piccolo Patrick, già orfano di madre, rimane completamente da solo alla morte [quasi annunciata] del padre. Non gli restano che la sua vecchia tata e un mucchio di quattrini, lasciati in gestione a un ufficio legale di fiducia. Non ha più nessuno. Tranne una zia molto stravagante conosciuta solo in foto [agghindata come una danzatrice spagnola con tanto di mantella e rosa dietro l'orecchio], la cui compagnia suo padre "non avrebbe augurato neanche a un cane". Come da disposizioni testamentarie, essendo l'unica parente rimastagli, "Paddy" [e poi per tutti "Pat"] viene affidato proprio a lei. L'incontro è da incubo: Mame è stra ricca ed eccentrica, vive più di notte che di giorno in un appartamento che appare come un ibrido tra un boudoir e un negozio di arredamento, circondata dagli artisti e intellettuali più in voga nella New York degli anni Venti. Sarà lei a curarsi della sua educazione e lo farà, a dispetto del testamento, secondo quello in cui crede. 

Col pretesto di un confronto tra un personaggio intervistato su una rivista capitatagli tra le mani e la dolce donnina che lo ha cresciuto, l'autore dipinge a pennellate vivaci questa figura che diventa a tratti mitica. È un romanzo pieno di ironia, che trabocca dell'esuberanza di lei, Mame, protagonista indiscussa di ogni pagina pur essendo tutto raccontato dal punto di vista di Pat, che cerca inutilmente di conciliare i bollori giovanili, le velleità intellettuali e la vita borghese che i suoi studi gli impongono con la libertà sfrenata [ma mai volgare] dell'ingombrante parente; affronteranno insieme la Grande Depressione del 1929 e gli strampalati lavori trovati da Mame [sempre licenziata, ma con che classe], le sue contrastate relazioni amorose e le folli ambizioni, camminando sempre insieme come amici, madre e figlio, mentore e pupillo.
Se ripenso alla farfallina sberluccicante e un po' pazza che era nel 1929, immagino che la prospettiva di tirare su l'alieno decenne che fissava sbigottito la munificenza orientale dell'appartamento di Beekman Place incutesse a zia Mame lo stesso sgomento che si leggeva nei miei occhi. Ma certo non era tipo da darsi facilmente per vinta. In qualche recesso della sua personalità allignava la suffragetta da prima linea, che batte i locali malfamati alla ricerca di casi umani da recuperare. E benché le sue idee sulla pedagogia – come del resto su qualsiasi altra cosa – non risultassero propriamente ortodosse , va detto che il suo singolarissimo sistema educativo, in un modo o nell'altro, aveva una certa efficacia.
Zia Mame è un personaggio che non si dimentica. Non le si addicono le mezze misure: o la si ama o la si odia e, in verità, è molto più facile amarla che odiarla.

Alessandra

1 commento:

  1. Zia Mame, l'ho letto un paio di volte.. è una vero mito!!
    Ciao!!

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