4 febbraio 2014

L'inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender [recensione]

L'inconfondibile tristezza della torta al limone
di Aimee Bender

tradotto da Damiano Abeni, Moira Egan

Editore: Minimum Fax
ISBN: 9788875213626
332 pagine
16,50 euro

La strana sensazione che ti assale quando finisci questo libro è inspiegabile: ti domandi in modo esasperante se sei riuscita ad afferrare realmente il messaggio che l'autrice voleva trasmettere, e lo fai ritornando di continuo sulle parole che l'inchiostro ha impresso su carta, ma questo gran marasma mentale non è rivelatore, ti lascia tanti, anzi troppi punti interrogativi.

Inoltre, in un periodo dove i programmi di cucina spopolano, non esiste niente di più curioso di un titolo e di una storia come questa. Siamo tutti alla ricerca della ricetta perfetta, no? Io ritengo di non averla ancora realizzata. Ma mettetevi nei panni della protagonista, anche solo per un secondo... Come reagiresti se improvvisamente riuscissi a sentire - mentre mangi - gli stati d'animo delle persone che quel piatto l'hanno cucinato?

Rose infatti il giorno del suo compleanno, mentre assaggia una fetta di torta al limone fatta dalla madre per lei, scopre di avere tale capacità e sente l'angoscia, i sensi di colpa, l'inquietudine, la tristezza. Ne rimane talmente spiazzata da non essere capace di arrivare così in profondità e dentro l'animo umano della donna che l'ha messa al mondo. Ci avete mai fatto caso che da bambini, dai tuoi genitori ti aspetti che siano invincibili, sereni, equilibrati e senza problemi? Non importa la natura del loro malessere, da cosa nasce, i motivi, non ti riguarda. Lei ha un amante, Lui - il padre - è troppo preso del suo lavoro e suo fratello, suo fratello Joseph è come la nebbia, quella che si forma la mattina, fitta fitta, densa di umidità... se provi a passarci nel mezzo, non si lascia catturare. Da adulto invece acquisisci la consapevolezza che ognuno si porta sempre la propria croce dietro e la sofferenza non ha rumore, è silenziosa. Ciò ti  spinge anche a cercare di restare al di fuori dal dolore altrui, a prescindere da chi sia e dal legame che vi lega e a costruire con una cura quasi maniacale e ai limiti dell'assurdità una corazza talmente impenetrabile, che anche se arrivasse uno come George, il migliore amico di Joseph, non riuscirebbe con nessuna arma possibile, annessa quella della comprensione, a distruggerla. Partecipare alle sue nozze è più tollerabile che arrenderti a te stessa, a lui, al mondo. E infine la tua sopravvivenza è salva grazie al cibo delle macchinette, che hanno il sapore freddo e inconsistente della fabbrica, ma soprattutto, ciò che conta è che è privo di qualunque sentimento umano.

Fuggire dalle emozioni. Evitare con ogni mezzo di affrontarle. Scrollarsi di dosso ogni sorta d'insofferenza. Anche se ciò comporta l'essere incapaci di amarsi e di amare in una sorta di realismo magico. Una fiaba che però non ha il lieto fine... perché da quello che provi, non fuggi - quasi - mai, piuttosto preferisci abituartici e fare finta di nulla, nonostante la condizione, nonostante la volontà, nonostante tutto. E ciò lascia un sapore amaro.

Francesca

10 commenti:

  1. Avevo già visto questo libro e mi aveva colpito sia il titolo che la copertina.
    La storia mi sembra interessante e originale,lo aggiungo alla wishlist :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì è decisamente originale, fuori dai canoni... a me é piaciuto il fatto che ero così curiosa che non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Il messaggio che vuole trasmettere lo percepisci solo dopo un'attenta riflessione.

      Elimina
  2. Anche io vorrei leggerlo e la tua recensione mi ha chiarito le idee.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero di avertele chiarita in meglio. Lo leggerai?

      Elimina
  3. Io l'ho appena finito. E' vero, lascia un retrogusto amaro... Ma è comunque una lettura molto piacevole, anche io come te non riuscivo a staccarmene per la curiosità di sapere cosa sarebbe successo.
    Anche alla fine, lascia molte strade aperte, soprattutto quelle sul futuro di Rose... Non mi sarebbe dispiaciuto qualche capitolo in più, devo essere sincera!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E ci credi che avrei preferito che le strade le chiudessero? Sì forse qualche capitolo in più ci voleva

      Elimina
    2. Ci credo, ci credo! Anche io!

      Elimina
  4. me lo sono fatta scappare quando c'è stata, poco tempo fa, l'offerta lampo di Amazon per Kindle (me ne sono accorta a offerta scaduta, sigh!) e mi è dispiaciuto tanto. Ha un titolo che è tutto un programma e dalle tue parole evinco che anche il contenuto merita. Prima o poi riuscirò ad assaggiarla questa triste torta al limone ,)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io infatti l'ho comprato proprio quando l'hanno messo in offerta. Sicuramente merita. Anche se mette addosso un po' di malinconia. Sappilo

      Elimina
  5. Ciao Francesca,
    è tanto tempo che non passo a trovarti! Il libro di cui parli non lo conosco però è interessante l'idea delle emozioni percepite da chi assaggia!
    Volevo anche avvisarti che ho riaperto il blog! A presto,

    RispondiElimina