9 marzo 2014

Crash di J.G. Ballard [recensione]

CRASH
di
J.G. Ballard


Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica Feltrinelli
Traduttore: Gianni Pilone Colombo
Pagine: 208
ISBN: 9788807818059
Prezzo cartaceo: € 8,00


Ballard è reduce da un incidente automobilistico con una coppia sposata, nel quale perde la vita l'uomo. L'evento modifica la sua percezione circa le possibilità dell'esistenza: tutto ciò che offre il mondo è sezionato nel dettaglio, in chiave volutamente pornografica, fino a spingersi nel far diventare reale le più torbide fantasie. Inizia una relazione sessuale con la vedova, fatta di incontri in auto, lo stesso modello di auto del protagonista, riacquistato dopo lo scontro.
La conoscenza di Vaughan alimenta una spirale senza fine di perversioni dettate da scontri automobilistici, da segni che questi lasciano sui corpi, i quali diventano dei veri e propri simboli di erotismo: 
"Visualizzai le ferite di attrici cinematografiche e personaggi televisivi, i cui corpi sarebbero fioriti di dozzine di orifizi ausiliari, di punti di congiunzione sessuale con i rispettivi pubblici prodotti dalla deviante tecnologia dell'automobile".
L'immaginazione ossessiva tocca personaggi famosi, documentati in fotografie: Ballard e Vaughan si inseriscono in situazioni estreme rappresentate dalla propria mente, che causano mutamenti della pelle, del volto, delle ossa, fino alla morte. Il luogo di ogni singolo pensiero è la macchina, con tutto il carico di tecnologia annessa. 
La ricerca e la preparazione allo schianto perfetto è un vero e proprio tentativo dell'uomo di non sentirsi più una entità passiva, una suppellettile della città e della società consumistica: il desiderio profondo si condensa in tragitti in macchina, lungo le strade, con l'intento di farsi notare, spingersi sempre più, fino a raggiungere il piacere estremo.
Lo stesso autore del romanzo ci fornisce una chiave di lettura illuminante, in cui analizza i cambiamenti della contemporaneità, con tutte le possibilità di sperimentazione che la tecnologia odierna concede:
"Abbiamo un moltiplicarsi di alternative attorno a noi: viviamo in un mondo quasi infantile, nel quale può trovare istantanea soddisfazione ogni domanda, ogni possibilità, si tratti di stili di vita, di viaggi, o di ruoli e identità sessuali".
Le descrizioni dettagliate dell'anatomia della nostra persona dopo un forte impatto catapultano il lettore dentro ossessioni disgustose, spinte, disturbanti e irrazionali, che difficilmente si comprendono se non attraverso una opportuna contestualizzazione. La cosa che più spaventa leggendo queste pagine è proprio l'intersecarsi di realtà e immaginazione. Esiste ancora qualcosa di precluso all'essere umano? 
"In passato abbiamo sempre dato per scontato che il mondo esterno rappresentasse la realtà, per quanto confusa o incerta, e che il mondo interno della mente, con il suo contenuto di sogni, speranze, aspirazioni, rappresentasse il regno della fantasia e dell'immaginazione. Ora, anche questi ruoli mi sembrano essersi capovolti".
Crash vuole diffondere un allarme nel 1973 - ancora attuale e in grado di allacciarsi al nostro secolo - utilizzando la figura dello scrittore, non più onnisciente, ma scienziato che osserva e riporta per iscritto semplicemente quello che vede, e il genere fantascientifico, come il più adatto per accogliere "i più importanti eventi della nostra vita e della nostra coscienza".
L'incidente automobilistico è "orrendo connubio fra sesso e tecnologia": metafora che analizza la società vittima di una decadenza morale che ha aperto la strada a ogni perversione della nostra mente. 

Veronica

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