28 marzo 2014

La miscela segreta di casa olivares di Giuseppina Torregrossa [recensione]

La miscela segreta di casa Olivares
di Giuseppina Torregrossa

Mondadori editore
336 pagine
18 euro
ISBN 9788804624998
uscito il 4 marzo 2013

Una città, Palermo. Un quartiere, i quattro mandamenti. Una famiglia, la Olivares. L'unico protagonista indiscusso, il profumo del caffè che si spande libero nell'aria, inebriando le strade con la sua ammaliante fragranza... 

Roberto da anni ormai si alza ogni mattina presto per andare alla sua putia di Via discesa dei giudici a preparare la miscela più densa e gustosa che ci sia. Non da solo, ma grazie a un "valido aiutante", Orlando, dal carattere bonario e un animo generoso. Chi è Orlando? Una portentosa macchina il cui obiettivo è tostare chicchi che dai sacchi entrano nella sua grossa e accogliente pancia. Questa è la gioia del capofamiglia, dei suoi 5 figli e di Viola, la moglie. Una caffeomante che legge i fondi del caffè appena bevuto, alla gente. Il suo ruolo però va oltre: La Principessa [così viene chiamata] infonde fiducia, coraggio, speranza a chi ne ha bisogno. Il quartiere chiama, lei risponde, aiuta, consola. Al contrario di Genziana, la figlia dalla pelle ambrata, spirito libero, selvaggia, follemente innamorata di Medoro. All'improvviso però scoppia la guerra che rompe la quiete, logora l'animo, porta fame, miseria, bombe, morte... e l'aroma sparisce dai vicoli, si fa amaro, scadente, relegato in un cantuccio a cui nessuno pensa più. Dopo i bombardamenti che hanno devastato la città e gli americani arrivati a salvarli, la ragazza si trova catapultata in un'altra realtà. Mentre cerca di salvarsi dalla sofferenza che si porta dentro, le tornano in mente le parole della madre "La tua fortuna saranno le femmine, la tua sicurezza il caffè", e solo allora trova la forza di riprendere in mano la situazione, riportare a luce nuova la putia, scovare la ricetta segreta e... forse innamorarsi, se non di Medoro, almeno di se stessa.

Una storia popolata da svariati personaggi, che invece di apparire ingombranti, allietano queste pagine impregnate dall'inconfondibile polvere marrone... quella che hai voglia di mettere dentro alla moka di casa tua, accendere il fuoco e bere mentre leggi. Un racconto che ti riporta indietro nel tempo, dove dolore e felicità sono sullo stesso piano e in questo caso solo una donna è capace di riprendere quei cocci caduti in terra e riattaccarli insieme con un po' di colla, perché se anche le cose non tornano come prima, basta che tornino... No?

Giuseppina Torregrossa dipinge con le parole un ritratto femminile - a cui anche io ambisco - che né si piega né si arrende, anche se si è fatta male... Tanto da infonderti la fiducia nel domani, la speranza verso il prossimo, il coraggio di affidarti a un destino incerto, circondato inoltre dalle atmosfere ovattate di una terra come la Sicilia che appare quasi mitologica, immersa nella sua tradizionale bellezza, ferita nel profondo, capace di rinascere dalle sue stesse ceneri e in sottofondo come sempre, quell'odore persistente e riconoscibile che rende ogni gesto da impossibile a possibile.

Assolutamente consigliato

Francesca

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