7 marzo 2014

Le nostre luci di Ben Brooks [recensione]


Le nostre luci
di Ben Brooks

Tradotto da Anna Mioni

ISBN edizioni
208 pagine
15 euro 
ISBN 9788876382611 
uscito il 29 settembre 2011

Tutti abbiamo avuto 17 anni... No? Pochi ricordano quell'età con nostalgia, ma la maggior parte di noi tira un sospiro di sollievo per esserne uscito indenne e senza danni irreversibili, ovvero con la testa sopra le spalle, senza rimpianti, cazz... di cui pentirsi, la fedina penale pulita. Oddio, detto così può apparire come "Da giovine avresti potuto essere una persona orribile". Quello che ricordo io, è la grande energia che avevo dentro, ogni cosa sembrava possibile, compresa la conquista del mondo e la scuola era un posto dove i professori ti ripetevano continuamente "guardate, oggi ci siamo noi a proteggervi, ma domani non ci saremo più - assumetevi le vostre responsabilità", con il pensiero che avevamo tempo a sufficienza per rimandare gli impegni, o meglio la cosiddetta roba da adulti. Anche se mi piaceva studiare [quasi sempre], preferivo di più le feste, la compagnia, le uscite con le amiche, il dire ai miei "stanotte rimango a dormire da... [l'importante è che non fossero di sesso maschile]", o vado a ballare qui, a vedere l'alba a..., non so quando torno, non mi chiamate ininterrottamente che so badare a me stessa, ah inoltre attacco subito a lavorare, dormirò quando ho tempo, ciao! Però tuttora mi chiedo, cos'è la trasgressione vera e propria, quando forse nella trasgressione vera e propria non ci sono mai cascata? Più per un innato senso del dovere che si è sviluppato ancor prima che fosse concesso.

La trasgressione si chiama Jasper, che vive nelle luci della periferia brittannica, da grande vuole fare lo scrittore, beve litri di tè, pensa intensamente al sesso, lo pratica anche virtualmente, ha poca voglia di studiare, si spara qualsiasi droga tagliabile, sniffabile, fumabile, va a party improponibili col solo scopo di sballarsi, crede che il compagno di sua madre sia un assassino che va fermato subito e si chiede a quale generazione appartenga. Disarmante la facilità col quale si affronta la vita da "giovini". Tutto è possibile. Tenaya la tua migliore amica si taglia i polsi per una delusione d'amore? Che problema c'è? Chiamami, ci facciamo un birrino e ne parliamo! Quella tipa che frequentava la scuola con noi si è ammazzata per un video porno che il suo ex ha messo in giro? Amen. Ho messo incinta quella che stravede per me? Non sono io il padre. Anzi per sicurezza, le invio una mail minatoria e poi la scarico come se niente fosse. Con l'innocenza di chi ancora non ha fatto niente, ma può fare molto, soprattutto per i suoi amici, sballati e disadattati come lui. Una grande squadra che sconfiggerà la guerra a ogni costo insomma.

Un romanzo onesto, ironico, ridicolo, geniale, scorretto, squilibrato, diretto all'ennesima potenza, va dritto al punto, non ama i voli pindarici... Potrei andare avanti all'infinito a trovare gli aggettivi adatti, ma credo di aver reso il senso. Disobbediente fino all'ultimo e che si compiace di esserlo, quindi se siete dei perbenisti senza speranza, e tremate continuamente per la vita dei vostri figli, statene lontani... non è roba per voi!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

Francesca

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