23 marzo 2014

LUI è tornato di Timur Vermes [recensione]

LUI è TORNATO
di Timur Vermes

Tradotto da Francesca Gabelli
Bompiani editore
448 pagine
18,50 euro
ISBN: 45272813
uscito del 2013

Cosa accadrebbe se un giorno imprecisato del 2011 Adolf Hitler tornasse fra noi? Questa volta, saremmo capaci di non farci sopraffare dal suo delirio di onnipotenza da conquista del mondo? E se iniziasse nuovamente a parlare di nazionalsocialismo, superiorità della razza, guerre lampo, come reagiremmo? 

In tal caso, o meglio oggi, la prenderemmo a ridere... Timur Vermes si diverte a riproiettare il Fuhrer in una veste nuova: una sorta di caricatura grottesca di se stesso. Una mattina si sveglia vivo e vegeto in un campo incolto di Berlino, con la divisa addosso che tra l'altro emana un fastidioso tanfo di benzina, senza Eva accanto e l'aria più stralunata che mai... La gente, quando lo vede, pensa che sia un comico, o un personaggio famoso e infatti il suo destino è proprio quello di finire in televisione, diventando addirittura una star con un programma tutto suo. E proprio qui ci rendiamo conto che LUI ha ancora il coraggio di ammaliare se non le folle, almeno il suo staff e il pubblico che lo guarda da casa con i suoi vaneggiamenti politici, critiche sulla società odierna, riflessioni sui rapporti umani che portano con sé il paragone con l'epoca in cui lui era il leader incontrastato del suo partito, la televisione in bianco e nero, il computer ancora non esisteva, ne tanto meno internet, o l'unione europea, l'euro, la finanza, gli immigrati e... aspetto più eclatante, adesso alla guida della sua Germania c'è una donna che porta il nome di Angela Merkel.

Ma è davvero così difficile separare Hitler da ciò che rappresenta - ancora - per noi, a prescindere dall'immagine che vogliamo dargli? In particolar modo se è uno scrittore tedesco ad assumersi questo compito. Alla resa dei conti, come facciamo a condannare un personaggio che seppur fittizio, ingenuamente sprovveduto, a tratti simpatico è capace sia di avere un cuore che di tenere a cuore il proprio paese e la gente? Può essere giustificabile da ogni gesto insensato e fuori luogo passato? Se leggi i libri di storia, i fatti narrano qualcosa di diverso: orrore, morte, cattiveria, violenza, persecuzione, sterminio di massa... e quindi la tua mente non è capace a scindere le due immagini. Il confine è molto sottile, da un lato c'è il mostro, dall'altro uno che viene spacciato per mostro ma non lo è. Forse è normale domandarsi se tale romanzo rasenta o no il cattivo gusto spaccando totalmente quelle linee di demarcazione che nessuno ha mai avuto il coraggio di superare. E invece non ci riesci, in quanto non solo non si ha la pretesa d'insegnare niente a nessuno, ma capisci anche che il popolo tedesco vive ogni sacrosanto giorno - e consapevolmente - con la propria croce addosso: un fardello che non va via. Com'è che si dice sempre? Che bisogna affrontare i problemi di petto, risolverli, non dimenticarsene, in particolar modo nei momenti di difficoltà... possono tornare utili.

Un libro dalle mille sfaccettature e dalle sensazioni ambigue. Ti diverte con i suoi discorsi dispotici e sprovveduti, come il dittatore che appare improvvisamente piccolo nella sua grandezza quando non sa rispondere al cellulare, tanto da trovarlo a tratti buffo, a tratti tenero. La riflessione che suscita è comunque da non sottovalutare, ovvero:

- Cosa succederebbe se nel 2014 un personaggio con un tale carisma tornasse nuovamente alla ribalta della scena politica? Continueremmo a essere il solito gregge di pecorelle smarrite che ha bisogno di un leader incontrastato che - nel bene e nel male - diventi la nostra guida ed è la risposta alle nostre frustrazioni? Esiste un modo per non ricommettere gli stessi errori?

Vi lascio con questi interrogativi e ovviamente vi consiglio di leggerlo!

Francesca

1 commento:

  1. E' da quando è uscito che questo libro mi attira molto!

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