23 aprile 2014

Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll [recensione]

JIM ENTRA NEL CAMPO DI BASKET
di
JIM CARROLL

Editore: Minimum Fax
Collana: Mini
Traduzione: Tiziana Lo Porto
Pagine: 216
ISBN: 9788875214652
Prezzo: € 10,00
"La gente tratta sempre i tossici come i rifiuti marci della società. Non è così, amici. Il vero tossico andrebbe elogiato per aver mandato affanculo tutte le stronzate assurde della città, perché continua a prendersi tutti i rischi, le rotture di coglioni e le fregature, pronto ad affrontare la galera. Che si sappia ci sono diversi tipi di tossici. [...] Poi ci siamo noi ragazzi di strada che iniziamo a far cazzate giovanissimi, tipo a tredici anni, e siamo convinti di riuscire a controllarci e non prendere l'abitudine. Ma capita raramente. E io ne sono la prova. Dopo due o tre anni di controllo sono finito all'ultimo stadio: sempre a rota, e senza nient'altro da fare che passare le giornate a cercare droga. Ma va bene anche così. Niente Riviera e niente mammine ricche da cui correre. T'accorgi d'esserci dentro fino al collo quando ti svegli la mattina e ti dici e lo sai e l'accetti: «Oggi o rimedio la dose o mi faccio arrestare, e vaffanculo»".
Tra i 13 e 15 anni l'autore stesso, Jim Carroll, raccoglie in un diario alcuni episodi e pensieri della propria vita.
Cosa ci si aspetta di scoprire di interessante nella quotidianità di un giovane, poco più che bambino? Sicuramente non questo, non un'esistenza segnata da droga, alcool, sesso e marchette per ottenere sempre droga.
Jim è un'anima persa, con un amore sconfinato per la poesia e la scrittura, ma purtroppo invischiato con una terribile dipendenza, che comincia a radicarsi fin dentro se stesso. In dei momenti, cerca di lottare, scegliendo la disintossicazione. Poco resiste e ricascarvi è un attimo.
Si dimostra davvero promettente come giocatore di basket, ma di nuovo la dipendenza da eroina lo allontana anche da questa possibilità. Trascorre notte e giorno a caccia di una dose e così poco frequenta le lezioni, sia nella scuola cattolica, che nella successiva scuola privata.
Non ha una guida, né una famiglia in grado di gestirlo: sembra già aver consumato tutto, incapace di ribellarsi a un destino che, miseramente, lo ha condannato. 

Concentriamoci un attimo su un particolare: le memorie qui riportate riguardano un pre-adolescente di soli 13 anni, assorbito da un primo pensiero al mattino, un pensiero che lo accompagna per il resto del tempo. La dose. Di cosa? Di tutto: da sniffare colla, a bucarsi di eroina - con siringhe sporche, senza timori per la propria salute - fino a LSD e sciroppo per la tosse. 
Se Jim non ha soldi e non riesce a rubare abbastanza contanti nel parco, cosa fa? Si prostituisce.

Ebbene sì, questo è ciò che il libro offre: il ritratto di un'anima persa, forse ribelle o semplicemente vittima e prigioniera di una dipendenza che credeva di controllare.
Un grande testo, che scuote e non lascia indifferenti. Le scelte linguistiche sono forti e caratterizzanti: largo uso del turpiloquio, per dare credibilità a scritti giovanili; ricche di particolari le descrizioni dei momenti in cui Jim e gli amici si fanno; la stessa punteggiatura dà enfasi alla lotta del protagonista contro ogni sorta di stupefacente. Grande attenzione è riservata alle personalità che connotano gli ambienti di passaggio del giovane protagonista: pervertiti, tossici, attivisti, spacciatori, donne. Ogni tassello di questo racconto è un pugno allo stomaco.

Curiosità: dal libro è stato tratto il film The Basketball Diaries (Ritorno dal nulla) con Leonardo Di Caprio nel 1995.


Veronica

Nessun commento:

Posta un commento