7 aprile 2014

La casa nel bosco di Gianrico e Francesco Carofiglio [recensione]

La casa nel bosco
di Gianrico e Francesco Carofiglio

Rizzoli editore
192 pagine
14 euro
ISBN: 17074773
uscito il 19 marzo 2014

Gianrico Carofiglio torna dopo pochi mesi dall'uscita de "il bordo vertiginoso delle cose" con un nuovo libro. Questa volta non è solo, ma in compagnia del fratello Francesco. Un esperimento a 4 mani, se così possiamo definirlo. Di cosa parla?

Di una vecchia casa nel bosco, che funge da casa vacanze e poi viene abbandonata tra l'oblio caotico e frenetico degli anni che passano. La decisione di venderla fa rincontrare i due. Inizia così un viaggio carico di ricordi, infanzia, giovinezza, sensazioni, cibi e ricette. Tutti annotati in un quaderno e scritti a penna. Entrambi imparano nuovamente a conoscersi rompendo quegli stereotipi che la mente forma quando ci si allontana da qualcuno, indipendentemente dal legame che ci lega a esso. Non è un'autobiografia vera e propria... Nonostante i capitoli si alternino tra una voce narrante e l'altra, i protagonisti "si passano la palla" ripercorrendo a turno, in un botta e risposta incessante, aneddoti, che credevano di aver relegato nella parte più segreta della mente. A volte però basta un viaggio in una macchina scassata, due letti vicini, una notte insieme, il tempo di ascoltarsi, un dolce preparato per la madre a farli apparire più simili di quel che vogliono credere. Succede quando si è uniti da un denominatore comune: l'Intimità. E l'intimità non svanisce mai.

Più che un romanzo, un racconto breve dotato di quella intensità e semplicità così diretta come solo due persone nate e cresciute insieme possono avere. Vi siete mai chiesti cosa rende i rapporti diversi l'uno dall'altro? Ci sono fratelli non fratelli, amici fratelli, o conoscenti che trattiamo come fratelli. Avete mai notato che quando litighiamo con qualcuno, la prima arma di difesa che sferriamo è la solita frase fatta: - Ma io e te, abbiamo mai mangiato insieme? Sono consapevole che potrebbe rivelarsi un'affermazione stupida, anche se in realtà - riflettendoci meglio - non lo è. Sottolinea e demarca quei confini che o abbiamo superato o abbiamo provato a superare senza riuscirci. Per quale motivo? O abbiamo condiviso troppo con loro, o non abbiamo condiviso niente, o hanno provato a farci condividere qualcosa. L'atto stesso di condividere qualcosa con qualcuno non è tanto un mettersi a nudo quanto l'avere il coraggio di rivelarsi con i propri limiti. Sono quest'ultimi che passiamo una vita intera a celare agli altri, o meglio a chi con noi ha avuto poco o niente da spartire. Davanti a un bicchiere di vino o un piatto di spaghetti alla fine siamo tutti uguali, soprattutto se abbiamo fame. Il cibo in un modo o nell'altro unisce le persone grazie a quella serie d'istinti di sopravvivenza che ci mette tutti improvvisamente sullo stesso piano.

La casa nel bosco” è un’analisi emotiva priva di pretese e lo apprezzi solo se riesci a calarti nei panni dei due protagonisti... e ti diverti a ripercorrere la tua storia, quando aspettavi con ansia - lo sentivi dal profumo che arrivava dalla cucina - il piatto forte di tua nonna, con tutto l'insieme di usanze, credenze e aromi che da bambina rimangono dentro al tuo naso e quando cresci li sai distinguere fra la miriade di odori esistenti, rievocando quella nostalgia che sapeva e profumava di felicità.
 
Un occhio di riguardo per le ricette che trovate in fondo! Sono assolutamente da provare!

Francesca

Nessun commento:

Posta un commento