4 aprile 2014

Le Notti di Salem di Stephen King [recensione]

LE NOTTI DI SALEM 
di 
Stephen King


Editore: Bompiani
Collana: I grandi tascabili
Traduzione: Carlo Brera
Pagine: 446
ISBN: 9788845202291


Jesusalem's Lot è una cittadina tranquilla del Maine; Ben Mears, scrittore di successo, vi ritorna dopo molti anni, perché deciso ad ambientare il suo prossimo romanzo proprio nella città dov'è cresciuto. Fulcro dei suoi incubi infantili, Casa Marsten, teatro di un omicidio/suicidio e dove l'uomo ricorda di aver visto il cadavere dell'assassino impiccatosi, riaprire gli occhi di fronte a lui.
Il ritorno a Salem's Lot coincide con l'arrivo di due strani individui, acquisitori della vecchia magione, e una serie di omicidi particolarmente efferati.
Il protagonista incontra una ragazza, Susan Norton, di cui s'innamora, e il professor Matt Burke, con i quali comincerà a fare chiarezza sulla trasformazione del paese e la sparizione misteriosa dei suoi abitanti. Sarà difficile imbattersi con una realtà che sembra possibile solo nei libri di tradizione popolare o nelle leggende più antiche: ognuno dovrà affrontare le proprie paure e combattere con una situazione di pericolo diffuso, pena la stessa sopravvivenza di tutti.

Le Notti di Salem è il secondo romanzo pubblicato da Stephen King: l'autore racconta una storia di vampiri come solo lui potrebbe fare e sceglie, nel 1975, un tema che oggi è diventato così di moda, da risultare nauseante. 
La città, con i suoi personaggi, contribuisce a rendere gli eventi ancora più coinvolgenti: le diverse "comparse", dalle più alle meno importanti, sono parte integrante del libro e di ciascuno viene definita la personalità e l'evoluzione, prima e dopo essere entrati in contatto con il Male.
I bambini sono centrali, come in molti scritti dell'autore. Vittime innocenti degli stessi adulti, si ritrovano a dover affrontare le proprie paure da soli:
"Prima di addormentarsi si trovò a riflettere, e non per la prima volta, sulla stramberia degli adulti. Pigliavano lassativi, bevevano liquori e trangugiavano sonniferi per liberarsi delle loro paure e dormire tranquilli, e le loro paure erano così domestiche... il lavoro, lo stipendio, il vestitino nuovo al bambino perché non debba sfigurare a scuola, l'amore del coniuge, la fedeltà dell'amico. Roba da ridere se paragonata al terrore del bambino quando, spenta la luce, i mostri vengono a rintanarsi ai piedi del suo letto, appena fuori dal suo campo visivo... simili terrori, oltretutto, non si possono confidare a nessuno, se non forse a qualche coetaneo, la stessa battaglia disperata dev'essere combattuta una notte dopo l'altra, e l'unica cura è l'atrofizzazione finale d'ogni facoltà fantastica che sopravviene o forse coincide con l'età adulta".
Qual è il vero elemento spaventoso? Come per il libro IT (1990), sicuramente il paese e i suoi abitanti, di cui ci vengono svelati i segreti e i peccati. Terribili le descrizioni di una madre, che picchia il figlio di pochi mesi, che piange per la fame e al quale dà il biberon con il latte gelido di frigo. La morte del bimbo sembra quasi lasciata nel mistero, con il dubbio circa il vero colpevole di questo delitto sconvolgente.
Per sconfiggere il nemico, un gruppo di persone unisce le proprie forze e insieme cerca di uscire vittorioso da una battaglia, di cui molti saranno costretti a pagare le spese. 

Veronica 

4 commenti:

  1. Non ho capito se ti è piaciuto o meno, però tra tutti i libri di King non è il mio preferito nonostante un indiscusso fascino oscuro e malato.
    Silvia

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    1. Oh sì, mi è piaciuto: ho trovato un sacco di punti vicini alle sue opere successive. L'ambientazione, i personaggi e le descrizioni sono i suoi elementi vincenti! Cosa non ti è piaciuto in particolare? Quali sono i libri di King che più hai apprezzato? Ciao! :-)

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  2. Personalmente lo considero tra le opere "minori" di King. Credo che il suo indiscusso capolavoro rimanga "L'Ombra dello Scorpione".

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    1. A me ne mancano ancora molti da leggere di King e "L'ombra dello scorpione" è tra quelli. Tra i miei preferiti metto "It", "Pet Sematary" e " 22/11/'63", ma devo ammettere che non è semplice stilare una classifica. Le stesse opere scritte sotto pseudonimo sono fantastiche!

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