4 maggio 2014

Il suggeritore di Donato Carrisi [recensione]

Il suggeritore
di Donato Carrisi

Longanesi editore
468 pagine
18,60 euro
uscito il 15 gennaio 2009

È molto difficile raccontare una storia simile dandole la giustizia che merita. Di Donato Carrisi ne ho sentito parlare tantissimo ma ho aperto questo libro - uscito nel 2009 - solo adesso, cioè dopo aver visto l'intervista a "Che tempo che fa" e aver divorato le puntate della sua trasmissione "Il sesto senso". Sì Fazio smuove le masse, ma non ho mai comprato qualcosa per merito suo. Il thriller è un filone che adoro da sempre, ne ho letti così tanti che sono arrivata a un punto dove mi sembrava di aver davanti agli occhi dei prodotti in serie, ridondanti - nonostante si sa che certi meccanismi sono tipici di alcuni generi - ma conditi in salse diverse. Il segreto è non affidarsi mai ai tormentoni sfornati soprattutto se sono reclamati come "il caso editoriale dell'anno", e poi sapete cosa? I gusti sono troppo personali per essere interpretati in maniera oggettiva. Non sai mai spiegare i motivi per il quale un autore quando ti piace, compri tutti i suoi lavori e difficilmente ti annoia, anche se nel tempo diventa ripetitivo.

I meccanismi che si celano dietro a "Il Suggeritore" sono ben più raffinati e complicati di ogni altro. Il male non si palesa con una violenza evidente, ma psicologica, che ti si annida così in profondità nella mente da infonderti brividi di paura inaspettati... Tanto che quando vai a dormire la coperta te la porti fino alla testa cercando di isolare i pensieri malsani dal resto, anche se nel buio quello scuro, si nascondono le perversioni più malsane insite in ognuno di noi, quelle che non crediamo di avere se non quando sogniamo.

Alcune bambine spariscono nel nulla. Fino a quando vengono ritrovate cinque braccia più una sotterrate in un posto che è il nulla... proprio come il numero delle vittime che la squadra speciale guidata da Goran Gavila sta cercando. La sesta ha un'identità a loro sconosciuta. A questo punto viene assoldata - come supporto alle indagini - anche l'agente speciale Mila Vasquez investigatrice, esperta di persone scomparse. Chi è questo pazzo criminale che si "diverte" a disseminare tali indizi? Cosa vuole dire loro? Qual è il suo obiettivo? Albert - così viene soprannominato il serial killer seriale - si manifesta piano piano con dei segnali ben studiati, che a primo impatto danno l'impressione di voler depistare dall'obiettivo principale, cioè lui. Una sfida a chi è il più astuto di tutti, come se il carnefice volesse far capire che è sempre un passo avanti, li spiasse, seguisse, sapesse ogni loro mossa e gli suggerisse come muoversi... E quando hai il fiato sul collo, la corsa contro il tempo è vitale e sacrosanta. I personaggi sono quindi sullo stesso piano: Nessuno viene risparmiato. Persino quelli che con questo fatto non centrano niente, ma hanno comunque qualcosa da nascondere, di molto brutto e di quella cattiveria che non credi possibile mai.

Vi è una suspence continua e incessante dall'inizio alla fine al punto da non voler perdere nemmeno per un secondo la concentrazione. E no, l'assassino non lo scopri se non nelle ultime pagine... ma questo non conta più quando tocchi con mano che la pazzia nella sua forma più perversa, crudele, orribile esiste, come esiste chi ha il coraggio di tenerti in pugno, entrando dentro alle tue debolezze, controllando la tua mente e manovrandoti come una pedina che aspetta solo di essere fatta fuori come gli altri e come se potessimo essere manipolabili soprattutto in ciò che ci rende più fragili e vulnerabili.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

Francesca

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