13 maggio 2014

Marina Bellezza di Silvia Avallone [recensione]

Marina Bellezza
di Silvia Avallone

Rizzoli editore
528 pagine
ISBN 9788817872362
uscito nel 2013

Tutti aspirano in qualche modo a essere cittadini del mondo, soprattutto in una società globalizzata come questa... Cosa succede quando invece sei confinato ai margini? Ci avete mai fatto caso che quando si vuole offendere si mira sempre alla provenienza? "Sei un provincialotto da quattro soldi"... e io che in provincia ci sono nata, cresciuta e ancora ci abito, a volte ho quella fastidiosa sensazione di essere stata rinchiusa in una gabbia e qualcuno abbia buttato via la chiave. La nota negativa è che tale affermazione è un pensiero costante, che non riesci a scrollarti di dosso, come se stessi perdendo il lato migliore della vita, perché la vita quella vissuta fino in fondo sta sempre al di fuori dei tuoi confini e sogni, sogni, sogni di fuggire verso destinazioni sconosciute. Come se l'atto stesso ti portasse al successo e il successo potesse essere quantificato nei km che percorri, nelle distanze che ci sono tra te e il resto. Tra l'altro esistono due tipi di provinciali: - Quelli che il posto in cui stanno è il loro marchio di riconoscenza e sanno che da lì non se ne andranno mai, quindi sposano una compaesana e fanno il possibile per valorizzare-difendere-proteggere il proprio territorio come se fosse l'unico esistente. Quelli che il posto in cui stanno lo odiano, disprezzano la gente che si accontenta di poco, con le loro scelte impopolari agli occhi degli altri e alla prima occasione l'abbandonano senza rimpianti.

Un po' come Marina Bellezza che la sua terra, con le sue montagne intorno e il nulla nel mezzo la ama ma da grande vuole fare la cantante e ha una sola città in testa: Milano e tutto quello che c'è dentro, x factor compreso. E Andrea Caucino, figlio dell'ex sindaco, bibliotecario a tempo determinato e con un solo pensiero fisso: - rinnegare lo stile agiato dei suoi, diventare un margaro - proprio come lo era il nonno -, comprare delle mucche, vivere in cascina producendo latte e formaggio e vagando nei prati con i suoi animali assecondando il ritmo naturale e sacrosanto delle stagioni.

Come possono due persone così diverse scegliersi, innamorarsi e fare tutto per la prima volta come se fosse unica ed eterna? Forse sono l'uno la via d'uscita alla solitudine che si portano dentro dell'altro. La soluzione al male che l'esistenza ti sbatte addosso con una distruzione tale da stenderti a terra rendendoti impotente e sempre più pieno di cicatrici addosso. Non cicatrici qualunque, ma di quelle che lasciano i segni e non perdonano niente e nessuno. Tutto è violenza mentale, emotiva, indelebile. Marina la odi nonostante il suo passato, una madre alcolizzata e un padre che va a giro con macchinoni noleggiati per darsi un tono e accompagnato da donne giovani quanto lei... Non l'accetti per la sua fottuta arroganza, determinazione, voglia di vincere a ogni costo. La sua vulnerabilità però è anche un po' la tua, questo lo capisci. Alla fine quando si cresce, ognuno è padrone di se stesso, delle proprie azioni, delle parole che dice. Inoltre l'amore come l'odio non ha limiti... come quello che Andrea prova per Marina che oltre ai suoi sogni, le sue montagne, i suoi orizzonti ha solo lei. L'aspetta, la desidera e la vuole più di ogni altra persona intorno. Tanto che ai suoi addii non si abitua mai. I suoi lineamenti s'induriscono. Il suo corpo si fa arido. La sua barba cresce. I suoi occhi diventano trasparenti. Gli anni passano. Le assenze pesano. Le rinunce si allargano. L'anima si svuota. La speranza rimane lì immobile. Quanto è possibile resistere e fare i conti con il proprio opposto, quando il proprio opposto è l'unico che ci dà la forza per andare avanti?

Un libro che racchiude troppi stati d'animo dentro, e alcuni li lasci lì in mezzo, altri no. Potremmo parlarne all'infinito e sarebbe bello farlo. Ma più racconti e più le parole perdono senso. E la bellezza sta tutta qui... in queste pagine marchiate a fuoco nella tua mente. Probabilmente è un bene, come è un bene ricordarsi sempre da dove si proviene, dove si vuole andare, dove è giusto rimanere.

Francesca

4 commenti:

  1. Un quesito interessante, quello che hai posto a fine recensione... Il libro mi ispira parecchio, grazie della segnalazione!!

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    1. Allora io aspetto di sapere cosa ne pensi... Per quanto riguarda il quesito credo che uno possa capirlo e rispondere solo se sta passando una situazione simile e in ogni caso spero di non viverla mai

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  2. Io ho appena finito di leggere "Acciaio" di Silvia Avallone. E' stata una lettura dura ma bella! Complimenti per la tua recensione. Leggerò "Marina Bellezza" a breve:)

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    1. Ah! Bene... Mi fa molto piacere. Poi quando avrai letto anche Marina Bellezza sono curiosa quale fra i due hai apprezzato di più :)

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