20 maggio 2014

Ristorante al termine dell'universo di Douglas Adams [recensione]

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI
[il ciclo completo]
di 
DOUGLAS ADAMS:
RISTORANTE AL TERMINE DELL'UNIVERSO
Libro II

Editore: Mondadori
Collana: Oscar Bestsellers
Traduzione: Laura Serra
Pagine: 127-258
ISBN: 9788804624264
Prezzo: € 15,00

Il secondo capitolo della serie Guida galattica per gli autostoppisti riprende esattamente da dove terminato il primo, con l'abbandono di Magrathea da parte dell'intero gruppo. Arthur desidera ardentemente un tè, quello vero, che sempre allietava le sue giornate sulla Terra: per la rabbia, finisce con l'intasare il computer della Cuore d'Oro con la sua articolata richiesta di sentire il sapore delle foglie secche bollite in acqua.
Sotto il pressante attacco dei Vogon, Zaphod tenta di rimediare a una situazione critica, evocando dal mondo dei morti il bisnonno, Zaphod Quarto. Quest'ultimo fornisce il proprio supporto e ricorda al nipote la missione da compiere:
"Zaphod tu quand'eri Presidente della Galassia, sapevi benissimo, come del resto lo sapeva Yooden Vranx prima di te, che il Presidente è un nulla, uno zero. Da qualche parte nell'ombra si nasconde invece un altro uomo, o essere, dotato di immenso potere. Tu devi trovare quell'uomo, quell'essere, il tizio che controlla questa Galassia e forse anche altre, forse l'intero Universo".
Zaphod accetta l'incarico e si ritrova, insieme al paranoico e depresso Marvin, sul pianeta della zona Orsa Minore Beta, dove, per una magagna temporale, è sempre sabato pomeriggio. Proprio qui, si erge il palazzo che ospita la casa editrice che ha pubblicato Guida galattica per gli autostoppisti:
"La Guida galattica per gli autostoppisti è un volume indispensabile a tutti coloro che sono ansiosi di capire la vita in questo Universo infinitamente complesso e caotico. Se infatti non può prendere di essere utile e aggiornata in tutte le materie, per lo meno afferma inequivocabilmente che, quando è inesatta, lo è in maniera definitiva. E ciò è assai rassicurante. Nei casi di grossa discrepanza è dunque sempre la realtà che sbaglia".
In questa sede dovrebbe incontrare Zarniwoop, ma tutta una serie di contrattempi posticipa il tanto agognato incontro.
Zaphod ritrova nella tasca della sua giacca il modellino della Cuore d'Oro, che riacquista le dimensioni reali e trasporta tutti i personaggi al ristorante al Termine dell'Universo, dov'è possibile assistere alla fine dell'intero cosmo, il cosiddetto Big Bang alla rovescia.
Una saga che mantiene alti i ritmi, con la giusta dose di follia, nonché di riflessività legata al contorno psicologico e sociologico dell'intera razza umana.
Perdersi in quest'assenza di rigore logico è proprio ciò che caratterizza questo capolavoro british, in grado di far sorridere continuamente, grazie a situazioni e dialoghi pazzeschi, e stuzzicare la curiosità del lettore, conquistato dalla genialità e dal coraggio di osare dell'autore.

Veronica

2 commenti:

  1. Io ho amato questo ciclo! Oltre che ad avermi fatto ridere abbondantemente, la capacità dell'autore di ribaltare la realtà e renderla così folle è geniale. Purtroppo l'ho letto oramai parecchio tempo fa e mi ricordo poco (ma la recensione mi ha fatto venire voglia di rileggerlo), ma questo era proprio il mio preferito della serie. Poi, in come molti libri che a un primo giudizio possono risultare superficiali, si possono cogliere anche concetti un po' più profondi, nonostante comunque sia un libro che parla di un'avventura folle piuttosto che, della vita, dell'universo e di tutto quanto (ecco, per l'appunto espressione che oramai utilizzo sempre e che trovo perfetta per esprimere un concetto iper-stereotipato di "filosofico"). No, via, sto provando a rileggermi e capisco non posso esprimere un giudizio oggettivo, sono troppo contaminato dal fanboysmo! Al genio!

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    1. Grazie Francesco per il tuo commento: concordo in pieno in tutto! Io ho letto i primi due capitoli e devo dire di esserne rimasta piacevolmente sorpresa... in una parola, GENIALE!

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