29 giugno 2014

Recensione libro: La Cheyenne Bianca di Jim Fergus

La Cheyenne Bianca
Il diario di May Dodd, la donna che visse tra gli indiani
di Jim Fergus

Traduttore: Biavasco A. - Guani V.

Rizzoli editore
432 pagine
uscito nel 2001
FUORI CATALOGO

Questo libro uscito poco più di 10 anni fa è già sparito dalla circolazione: - Sul sito della Rizzoli è inesistente [Come se la sua paternità fosse stata rinnegata. Ve ne è traccia grazie a quella dicitura stampata in fondo alla copertina], su anobii ci sono solo 4 recensioni al riguardo ed è fuori catalogo in qualsiasi portale on line [Non fatevi venire voglia di leggerlo adesso, non lo troverete da nessuna parte]. Brutto segno? Probabilmente questa storia come tante altre storie non ha avuto il successo desiderato e quindi ne è stata cancellata ogni traccia. Fantastico il mondo dell'editoria... Niente di abbastanza remunerativo sopravvive al tempo. Premetto che a me non è piaciuto particolarmente. La mia osservazione è più la conferma di una consapevolezza che si consolida man mano che il tempo passa. Neanche le petizioni per far pubblicare serie interrotte all'improvviso e senza motivo riescono a smuovere la cortina di ferro che c'è intorno alle case editrici e irremovibili continuano a sfornare "best seller" che poi finiscono nel dimenticatoio.

May Dodd, una esponente della ricca borghesia, è stata rinchiusa per volontà dei genitori in un manicomio. Lei però è tutto meno che pazza... L'unico errore che commette è quello d'innamorarsi di un uomo che lavora per il padre quindi appartenente a un ceto inferiore, scapparci insieme, farci dei figli. La via d'uscita alla sua segregazione forzata gliela offre il governo degli Stati Uniti d'America: Se avesse aderito al progetto proposto dal capo Cheyenne - Piccolo Lupo - al Presidente, sarebbe stata libera. Il progetto sembra far parte di un piano di coesione e di pace fra la razza bianca e quella indiana: 1000 donne bianche in cambio di 1000 cavalli. May allora fa le valigie e parte con un gruppo di coraggiose come lei all'avventura. La ragazza annota e documenta questa esperienza in un quaderno. Quindi avrete capito che la forma adottata è quella di un diario dove vi affida le sue memorie con la speranza che un giorno qualcuno di caro le legga. In questi resoconti si alternano le avventure della razza evoluta accanto al popolo indigeno che vive alla giornata, pratica culti strani, inconcepibili, desueti, disumani che rende la permanenza al campo a volte inquietante e minacciosa, altre entusiasmante, magica, nomade. Alcune di loro mettono al mondo dei figli cheyenne ma poi le cose assumono una piega grottesca fino ad arrivare a un epilogo alquanto tragico.

Il mio problema più grande è stato il riuscire a classificarlo in qualche genere in particolare: "La Cheyenne Bianca" non è un diario, o un'autobiografia, o una storia d'amore, o un romanzo storico... è un miscuglio di tutto e di niente che non me l'ha fatto apprezzare fino in fondo, nonostante le prime 200 pagine le abbia lette in un solo giorno. Ogni cosa appare edulcorata e a tratti inverosimile, in particolar modo l'atteggiamento della protagonista nei confronti di tale esperienza. Dobbiamo tenere conto che è ambientata alla fine dell'800 dove la mentalità e l'odio verso la diversità in quel continente è fervido e vivo e cruento più che mai rispetto ad altri periodi. Jim Fergus ha voluto mettere troppa carne al fuoco creando a tratti noia a tratti smarrimento. Peccato, perché l'intenzione era buona, ma solo l'intenzione... la realizzazione nel concreto un po' meno riuscita.

Francesca

1 commento:

  1. Eppure è un capolavoro!!! mi ha emozionato fino al piangere a singhiozzi....

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