18 giugno 2014

Recensione libro: Le Vendicatrici [Eva] di Massimo Carlotto e Marco Videtta

Le vendicatrici [Eva]
di Massimo Carlotto e Marco Videtta

2013
Stile libero Big
pp. 192
ISBN 9788806212711

"Le vendicatrici [Eva]" è il secondo episodio di una serie composta da 4 libri scritti da Massimo Carlotto e Marco Videtta. Ognuno porta il nome di una donna: Ksenia, Eva, Sara e Luz. Genere Noir. Ho saltato il primo e sono passata direttamente al seguito. Lo so... Non si fa. Soprattutto perché potresti perderti il filo conduttore tra l'uno e l'altro. Me l'hanno regalato e non potevo di certo rifiutare. E insomma dicevo che queste sono soprattutto 4 amiche. La protagonista qui è Eva, ha una profumeria che gestisce con Luz e Ksenia, ed è sposata con Renzo. Anche se Renzo se n'è andato... Il suo uomo è sempre stato una testa calda, amante del gioco d'azzardo, eterno Peter pan, arrivista, inaffidabile. Chissà come mai, come se niente fosse si ripresenta a casa della moglie. Dopo aver passato la notte insieme, Eva esce a lavorare... ma viene accerchiata da un gruppo di "zingare" e una di queste - la bionda e bellissima quanto perfida Melody - le sfregia il volto dicendole di stare lontana dal suo uomo, che guarda caso è - ancora - suo marito. Quindi Ksenia e Luz contattano Sara per proteggere in primis l'uomo da quella combriccola di pazzi: La famiglia Mascherano, padroni della parte Sud di Roma, temuti da chiunque, dediti allo spaccio di droga, usura, violenza, sgarri di qualsiasi natura. I risvolti porteranno a un finale inaspettato, consolatorio, aperto.

Il noir [è una variante del poliziesco], ha origine americana, si distingue dagli altri generi per l'articolazione della trama: intrecci molto complicati, con venature psicologiche, i vari meccanismi vengono svelati un po' per volta di modo che il lettore si appassioni e magari immedesimi nel detective, ovvero il buono di turno nell'eterna lotta a favore del bene e contro il cattivo da smascherare e catturare. Il crimine in se passa in secondo piano rispetto allo sforzo mentale richiesto grazie alla raccolta d'informazioni fornite. Sono pochi gli autori italiani famosi e che si dilettano nel creare storie di questo tipo e nonostante ciò spesso le ambientano oltreoceano. Quindi si richiede una conoscenza approfondita dell'animo umano in tutta la sua essenza e dei luoghi di cui si parla, ma anche delle abitudini, dei modi di pensare e di vivere di essi.

Parliamo però di questo libro in particolar modo: si fa leggere con una velocità talmente impressionante che se da un lato può apparire come un aspetto positivo, dall'altro invece è negativo per due motivi, perché la dimentichi facilmente e perché non ha le caratteristiche strutturali narrative che dovrebbero contraddistinguerlo dal resto. Nonostante la curiosità nel voler conoscere la vita delle altre, la costruzione dei personaggi pur essendo interessante, non è così sviluppata come magari mi aspettavo. La cosiddetta solidarietà femminile millantata per esempio non l'ho percepita. In particolar modo in Sara che - nonostante il periodo difficile e quel malsano desiderio di morte [di cui non c'è dato sapere i motivi fino a quando non leggi il suo episodio immagino] - è la battagliera del gruppo, fa e risolve quasi tutto da sola - a prescindere dall'amicizia che la lega alle altre - senza dare troppe spiegazioni o soffermarsi sui pericoli annessi al suo modo di agire e alle implicazioni psicologiche che comporta o ti tengono col fiato sospeso fino all'ultimo. Soprattutto la mente di una donna, con le sue ansie da abbandono, crisi esistenziali, insicurezze, rabbia, paure, tradimenti è molto più complicata, enigmatica e difficile da interpretare di quel che si legge. Sembra di avere davanti agli occhi un abbozzo che aspetta ancora di essere perfezionato e revisionato. L'idea non è male ma non mi ha convinto e continuo a domandarmi cosa, perché e come mai.

Francesca

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