4 luglio 2014

Il verificazionista di Donald Antrim [Frasi libro]

Il verificazionista
di Donald Antrim

FRASI: 
Scegliere, con tutti gli inevitabili inviti alla rinuncia che ciò implica, è sempre un tale travaglio. Poco importa, nella mia esperienza personale, che una specifica scelta vada effettuata tra alternative apparentemente irrilevanti. Al contrario. Scegliere fra cose banali rappresenta una delle prove più spaventose che la vita c'impone. Sappiamo tutti che i più semplici dilemmi possono condurre, attraverso inconsci percorsi simbolici ed emozionali, a questioni più grandi, e spesso dolorose, con le quali siamo costretti a confrontarci nell'ambito professionale o familiare.
Che bello sarebbe se nella vita tutto si potesse ottenere semplicemente esprimendo un desiderio. E che piacere, poi, se i desideri raggiungessero il loro scopo.
Dapprima ci fu tra noi imbarazzo. [...] Ci tenevamo per mano, e i movimenti che facevamo insieme erano i gesti normali, impacciati di chi fa ipotesi sui limiti e sui desideri dell'altro.
Vero è che la tecnologia è una delle massime espressioni dello spirito umano. Come tutti ben sappiamo, essere umani significa produrre cose. Che siano bombe, poesie o vaccini, ciò che conta è produrre qualcosa. E se una cosa può essere prodotta, allora deve essere prodotta!
[...] durante questi o mille altri simili momenti casalinghi, interludi di relativa quiete, di nessuna rilevanza apparente poiché nulla di rilevante sta accadendo, rimango colpito, brevemente, nel profondo, in modo assoluto, dalla sua presenza - non saprei come altro definirla - dalla sua presenza corporea e dal peso, nella stanza, in casa, di un'altra vita, la sua, carica com'è di sentimenti e pensieri, di quegli umori solitari, giocosi, idiosincratici e straordinari che paiono, come sempre capita con gli umori (specialmente i cattivi umori), pressoché irradiarsi da lei verso l'esterno [...] permeando l'aria e trasformando l'ambiente in un'arena di sensualità e calore.
Forse è vero che in quei momenti, quando stiamo per toccare, per la prima volta, un'altra persona, quei momenti in cui attendiamo di sentire, sulla nostra mano, il tocco di un'altra mano, le sue dite estranee che con le unghie ci sfiorano il palmo, facendoci formicolare la pelle non soltanto sulla mano, ma nei posti più imprevedibili, la base della schiena, o l'arco leggermente rialzato di un piede, o il vulnerabile, morbido interno di un ginocchio - forse in quei momenti, in cui l'andirivieni solito della vita lascia spazio a una condizione differente, la condizione di chi è sul punto di toccare una persona nuova, forse è vero che in quei momenti ci sentiamo più VIVI - anzi siamo, imperscrutabilmente [...], più vivi - che in altri.
Ci avete mai fatto caso? Le persone, per quanto belle o desiderabili, immancabilmente, se osservate da vicino mentre sono intente ai gesti della quotidiana sopravvivenza, cominciano a sembrare mostri. 

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