18 luglio 2014

La scomparsa di Massimiliano Arlt di Primo Canu [Recensione libro]

La scomparsa di Massimiliano Arlt
di Primo Canu

Pagine 164
4,99 euro
ISBN 9788898821037
Massimiliano Arlt è un ragazzo disperatamente vitale, pieno di tormentose curiosità e di inconcludente intelligenza. In occasione della morte del padre si trova improvvisamente a dover far fronte alla difficile gestione della famiglia, dell’economia domestica, del proprio futuro e di un amore, forse il primo autentico. Proprio durante il funerale del genitore si vede avvicinato da un personaggio appartenente al lontano passato della famiglia, che lo mette in crisi con una proposta strana e inquietante. Il libro racconta delle vicende – d’amore, di pericolo, d’amicizia e di volontà di una nuova vita – che seguono a questo incontro dagli esiti inaspettati, fino alla definitiva scomparsa del ragazzo. Un’opera prima potente e coinvolgente, sostenuta da una scrittura di alto livello, che inaugura la collana dedicata agli scrittori esordienti di Ellera Edizioni.
Vi è mai capitato di leggere una storia e trovare nel protagonista un vago senso di irrequietezza simile al tuo? Quello che nonostante la consapevolezza delle tue origini o della tua condizione, non sai proprio dove vuoi andare a parare con il tuo esserci? Massimiliano Arlt in questo caso - e diversamente da molti di noi - sa non tanto chi è [il chi è, con annesse le sue etichette, è un dato di fatto, una questione genetica, non si sfugge da ciò], ovvero il figlio di uno che nell'ambiente, sia politico che sociale, conta molto, e una madre che un tempo era bella, ma adesso l'odio offusca l'obbiettività dell'affetto che nutre nei suoi confronti. Sa però cosa vuole... lui vuole diventare filologo, gli interessi di famiglia gli impongono di prendere un'altra strada, virare in altre direzioni. Perché a volte lo status con annessa la ricchezza e la posizione conta molto di più del tuo desiderio di trovare il posto che più ti si addice nel mondo. E questo in un certo senso lo rende umano, un passo avanti oppure indietro a te. Dipende sempre dai punti di vista e dall'angolazione in cui guardi una persona. Poi, il padre muore e tutti i nodi vengono al pettine, compresi quelli nascosti, che gli è dato sapere solo adesso che è adulto e che ha preso - a tutti gli effetti - il posto di capofamiglia.

In tutto questo vortice a cui riesci a stare dietro con fatica, come il palliativo alla pesantezza di essere ma anche di fare c'è quell'amore sbocciato all'improvviso, nei corridoi dell'università, in una lezione qualunque, un libro posizionato troppo in alto sugli scaffali, le punta dei piedi stesi al massimo per prenderlo, le dita che si sfiorano nel passarselo. Una festa. L'incontro decisivo. Il primo bacio... E allora ti rendi conto che l'amore è perfetto nella sua imperfezione e può bastare a se stesso, agli odori buoni ma anche a quelli cattivi, ai discorsi incomprensibili ma anche a quelli che non lo sono, ai segreti covati dentro ma anche a quelli che poi vengono svelati e fanno un male atroce. Il loro è l'incastro giusto. A un certo punto però smette di esserlo. Anche solo superficialmente. Max cerca di dimenticare. Fa altro. O meglio si costringe a fare altro. Ma poi tutto ritorna al punto di partenza. A lei. A lui. Al passato che non si dimentica. E Arlt sparisce. Dove non lo sai [lo intuisci, senza alcuna certezza].

Un romanzo breve, intenso, ricco di spunti e di riflessioni. Complicato come il giorno. Sincero come la notte. Incerto come il futuro. Strano come i punti di non ritorno. Sospeso in una dimensione propria. In acque profonde, dove a volte ti ritrovi ad annegare e a non trovare una via d'uscita per risalire in superficie, altre a boccheggiare con fatica e a cercare ulteriore ossigeno sufficiente per sopravvivere e altre ancora a respirare a pieni polmoni tutta la bellezza delle sue parole, parole poetiche, parole che - in certi momenti - provano a tenerti a galla, regalandoti un senso di pace, quello di cui avevi bisogno.

Francesca

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