20 luglio 2014

L'estate di Ulisse Mele di Roberto Alba (recensione)

L'ESTATE DI ULISSE MELE 
di
Roberto Alba


Editore: Piemme
Collana: Open
Pagine: 210
ISBN: 9788856636581
Prezzo: € 14,50
"Non sapevo che essere grandi potesse significare aver paura di crescere ancora. A me essere visto come un piccolo adulto non andava bene. Non potevo far niente. Avevo i dispiaceri senza poter fare nulla per farmeli passare. Uno grande se si trova in una situazione difficile può darsi da fare, mentre io potevo solo aspettare che qualcuno mi raccontasse qualcosa... quando ne aveva voglia".
Ulisse ha nove anni ed è il più piccolo dei fratelli: Dede e Betta sono i problematici della famiglia, con poca voglia di studiare e, molto spesso, puniti dal padre. Alfio non risparmia i figli da qualche cinghiata per riportarli sulla retta via. 
Una mattina d'estate, Dede e la sorella decidono di andare di nascosto al mare insieme a Giovanni, fidanzato di Betta.
L'evasione dalla quotidianità della vita di campagna si trasforma in una tragedia per la famiglia Mele: Betta non farà più ritorno a casa. Da scomparsa a caso di omicidio, che vedrà molti sospettati del crimine efferato.

Le vicende sono raccontate dal lato del piccolo Ulisse, bambino sordomuto, che non sopporta di essere considerato handicappato da coloro che gli stanno intorno. Lui è dotato di capacità straordinarie: furbo, intelligente, grande osservatore, in grado di capire chi di fronte a lui è sincero.
"[...] perché se io guardo negli occhi una persona, capisco subito se è bugiarda: non sbaglio mai e capisco se dice la verità o il falso anche dai movimenti delle labbra e dall'espressione del viso".
L'intreccio narrativo ha pieno svolgimento nella parte rurale della Sardegna: l'ambientazione, così evocativa, riesce a riprodurre gli stati d'animo dei personaggi, alle prese con una disgrazia, ma ancor più, con un sentimento quale la fiducia nei confronti della famiglia. 
Con uno stile semplice e una prevalenza di paratassi, il testo ricalca a pieno il pensiero del narratore, Ulisse: da lui si apprendono le conversazioni misteriose tra i membri della famiglia, le evoluzioni nelle indagini, i titoloni dei giornali e le trasmissioni televisive più famose che affrontano l'accaduto.

Il secondo romanzo di Roberto Alba ne conferma le capacità di scrittore, in grado di conquistare il lettore, il quale si perde nelle descrizioni e nei dialoghi attenti di questo genere, il noir, che a volte rischia di cadere nel banale. Sicuramente, non è il caso di L'estate di Ulisse Mele: l'autore si addentra in un caso di scomparsa di minore e dei sospetti verso familiari e persone vicine. Un tema attuale e così "chiacchierato" nei saloni delle trasmissioni televisive più popolari, non sempre per professionalità. Nell'opera, le vicende acquistano veridicità, perché sono narrate da chi le vive in prima persona ed è costretto ad affrontare il dolore della perdita di una figlia o di una sorella. Questo è secondo me il pregio più grande di un libro coinvolgente e appassionato.

Veronica

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