15 luglio 2014

L'Estranea di Patrick McGrath [recensione]

L'ESTRANEA
di 
Patrick McGrath

Editore: Bompiani
Traduzione: Alberto Cristofori
Pagine: 300
ISBN: 9788845276064
Prezzo: € 10,00

"I miei sentimenti nei confronti dell'architettura sono simili a quelli nei confronti del matrimonio, odio vedere una cosa distrutta prima del tempo".


Due voci narranti, quella di Constance e Sidney Klein, per indagare l'evoluzione del loro rapporto matrimoniale. Lei proviene dalla cupa Ravenswood, è giovane, bella, immersa nei propri pensieri, in conflitto col babbo e legata alla sorella Iris. Lui è molto più grande, impegnato nella scrittura di alcuni testi, un divorzio alle spalle e un figlio, Howard. In una New York vitale, lontano dalla triste vita di campagna, si incontrano.
Constance si butta tra le braccia dell'aitante studioso, alla ricerca di un uomo in grado di darle quella protezione e quell'amore negato dalla figura paterna. Con questi presupposti, l'unione non può che fondarsi su fragili basi e, ogni giorno, il legame è messo a dura prova.
L'instabilità emotiva e psicologica della protagonista è minata da una scoperta sconvolgente: il babbo in realtà non è suo padre e lei è frutto di un adulterio. Un vero e proprio crollo di fronte alla nuova realtà, e, ogni tassello ulteriore di verità, la porta a uno stato tale di follia da intaccare la sua stessa identità. Chi è Constance Klein?
Dall'altro lato, il marito comprende la gravità della situazione e la precarietà psichica della donna: sa che non può affrontare da sola la ricostruzione di se stessa e si erge a unico pilastro, finendo per complicare una qualsiasi ripresa interiore.

L'autore sceglie uno stile narrativo particolarmente efficace: questo duplice io narrante permette di immedesimarsi nei due punti di vista. Da un lato, la maggior razionalità di Sidney, che si scontra con la perdita d'identità, e l'ingresso in una dimensione delirante per Constance. Quest'ultima ricorda solo un passato delineato da traumi e l'insicurezza finisce per caratterizzare la sua persona. Il rapporto conflittuale con la sorella Iris è scandagliato progressivamente: prima vicine, poi finiscono per allontanarsi e la stessa protagonista sarà determinante per il declino della sorellina, da sempre problematica.  
Doppia è la stessa ambientazione: la frivolezza e la libertà di New York a confronto con il luogo di nascita del personaggio femminile principale, Ravenswood, terra triste, desolata e associata alla distruzione dell'anima.
La mente umana è centrale in quest'opera e, con grande fascino e mistero, Patrick McGrath ci accompagna nei suoi labirinti, che risucchiano fino al midollo, rendendo difficile una lettura distaccata. Qui, la partecipazione emotiva e psicologica è d'obbligo. L'introspezione e lo scavo psicologico sono i punti di forza di questo autore, che riesce, a mio avviso, a penetrare il lato oscuro dell'essere umano: quanto è sottile il confine fra razionalità e follia? Moltissimo. Si può ribaltare una condizione che rende ambigua la stessa percezione di noi stessi? McGrath non dà risposte nette, ma apre la strada a riflessioni, in grado di condurre il lettore in un abisso di eterna conflittualità e dubbio.

Veronica

1 commento:

  1. Bellissima recensione! Mi viene voglia di leggerlo una seconda volta!
    Se ti va passa da me http://www.libreriadintorni.blogspot.it/. Ciao!

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