19 agosto 2014

Jayber Crow di Wendell Berry [recensione]


JAYBER CROW 
di
Wendell Berry

Editore: Lindau Edizioni
Collana: Senza Frontiere
Traduzione: Vincenzo Perna
Pagine: 520
ISBN: 9788867082698
Prezzo formato cartaceo: € 24,00

Jayber Crow perde i genitori in tenera età; zia Cordie e zio Othy scelgono di accoglierlo nella loro famiglia e nella loro casa, lungo il fiume Squires Landing, poco lontanto da Port William:
"Da quando pensavo a me stesso come a Jonah Crow è passato molto tempo. Ora Jonah Crow mi fa venire in mente un bambino che un tempo ha vissuto con zia Cordie e zio Othy Dagget a Squires Landing per diversi anni. A quei tempi l'unico cambiamento sembrava consistere nel fatto che da un Natale all'altro il bambino diventava un po' più alto. E ora, tanti anni dopo l'epoca di quel bambino, vivo di nuovo vicino al fiume, un miglio e mezzo a valle di Squires Landing e forse due miglia e mezzo da Goforth, dopo aver viaggiato fin qui e con tanti tortuosi giri in soli 72 anni. Allora, oggi me ne rendo conto, la mia esistenza era solo tempo e quasi niente memoria. Avevo conosciuto presto la morte che però mi pareva ancora qualcosa che capita soltanto agli altri, e vivevo immerso in un fiume infinito di tempo, che avrebbe continuato a scorrere e tornare lo stesso in eterno".
All'età di dieci anni è costretto ad affrontare un nuovo lutto familiare, che lo costringe al trasferimento forzato all'orfanotrofio religioso Buon Pastore: una fase di imposizioni dall'alto, dall'istituzione incarnata nella figura autoritaria di fratello Whitespade. Insicuro circa il proprio futuro, si convince di aver ricevuto la vocazione divina, tanto da intraprendere gli studi a Pigeonville. Continua la sua fase di transizione: capisce di non essere portato per la vita clericale. Si dirige a Lexington, dove trova lavoro come aiuto barbiere e comincia a frequentare qualche lezione all'università:
"L'università si considerava un luogo di libertà di pensiero, studio e sperimentazione, e forse in un certo senso era anche così. Ma allo stesso tempo era anche un'isola, un luogo che galleggiava sull'acqua. Insegnava alle persone di ieri a diventare le persone di domani, ma dimenticava il mondo di oggi, quello in cui conduciamo le nostre piccole, brevi, sorprendenti, infelici, meravigliose fortunate, rovinose, uniche vite".
Ancora non sente di essere veramente a casa: prosegue il suo viaggio lungo e tortuoso fino a Port William, dove apre il negozio di barbiere, un'attività poco redditizia, ma che lo accresce come persona. Le vite degli altri, le esperienze, i loro racconti quotidiani, accompagnano la sua attività lavorativa.

Un uomo buono, alla ricerca del suo posto nel mondo, in certi momenti a disagio con se stesso, ma capace di avvicinarsi agli altri attraverso la sua professione: ascolta senza giudicare le storie degli abitanti del posto e coglie ogni aspetto della vita di una piccola cittadina di campagna del Kentucky. Con i suoi occhi si ripercorrono le fasi della storia: la crisi del '29, due guerre mondiali, il conflitto in Vietnam. Attraverso i racconti complementari del marito e del padre di Mattie, il grande amore utopico del protagonista, l'autore affronta il tema dell'industrializzazione massiccia, di contro all'esaltazione dell'accuratezza di un lavoro agricolo più lento e ponderato.
L'evoluzione nelle sue molteplici sfaccettature, a tratti aggressiva verso la Terra e la Natura, si imbatte nella scrittura attenta e profonda di Wendell Berry, che ci regala un affresco emozionale da più punti di vista: sociale, ambientale e storico.
Il lettore si trova immerso nei ricordi di Jayber Crow, un personaggio tutt'altro che anonimo, in grado di conquistare con la saggezza dei propri pensieri e delle proprie riflessioni, costantemente vicino al suo grande amore al quale mai oserà avvicinarsi, dedito a una città che in realtà è la sua famiglia, di cui conosce tutto, il bene e il male, e alla quale sempre resterà fedele. 

Veronica

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