24 agosto 2014

La signora Rosetta ovvero la felicità provvisoria di Tiziana Sferruggia [recensione libro]

La signora Rosetta ovvero la felicità provvisoria 
di Tiziana Sferruggia 

Atmosphere edizioni 
Pagine n. 148 
Prezzo: € 14,00  
ISBN: 9788865640869  
Uscito nel 2014

Esiste un'affermazione più controversa della "felicità provvisoria"? Passiamo la vita a cercarla - la felicità - negli altri, in noi stessi, nel nostro modo di agire. Non smettiamo mai di crederci fino in fondo anche davanti agli ostacoli più alti da saltare. In particolar modo se in ballo ci sono dei sentimenti e le premesse riguardano promesse d'amore. Che l'amore è eterno. Che la casa è il nido ideale da proteggere. Che i bambini completano. Che tutto s'incastra meglio se hai la fede al dito. Che l'esistenza è meno pesante quando ci si moltiplica al quadrato e le fatiche si dividono per due. Che la tua anima gemella esiste anche se chissà dove. Alla fine al "Chi cerca trova" ci credono un po' tutti, anche i più scettici. Se no come facciamo a spiegarci quella gran parte di persone che cercano qualcuno e continuano a farlo fino a quando non lo trovano, a costo di accontentarsi? Quando è che capiamo se ci siamo trovati o semplicemente accontentati? Il confine è labile. E ti rendi conto - arrivati a un certo punto - di quanto il desiderio del matrimonio diventa delizia ma al tempo stesso croce. Delizia perché lo brami e lo consideri necessario, croce perché quando hai smesso di bramarlo e l'hai ottenuto ne vorresti scappare a gambe levate, con qualche sotterfugio, in maniera meschina, decidendolo consapevolmente. Spesso l'idea che ci facciamo delle cose o dei sentimenti non corrisponde quasi mai alla realtà. Amare fa schifo ti direbbe uno. Amare è vitale ti direbbe un altro. Gli incastri perfetti non esistono ti direbbero altri ancora. E capisci che il significato è uno solo e non frazionabile per niente altro più: La paura della solitudine. Meglio sentirsi soli in due che soli con noi stessi.

Un po' come Rosetta Drago, la prima di tre figlie... Vive con la sua famiglia in un complesso di case popolari, ai limiti della povertà. Ha le idee ben chiare da subito: Oltre a sognarlo il matrimonio, lo considera l'unica via di fuga, il riscatto alla sua condizione disagiata di cui nessuno dovrebbe andare fiero. Mentre aspetta ciò, espia le sue colpe a suon di Ave Maria e Padre Nostro. Affidarsi alla giustizia divina è l'unica salvezza possibile. All'improvviso però il padre muore, prende in mano la situazione, lascia la scuola, si dà da fare, pensa a sistemare le sorelle... Se tutto va secondo i piani, Dio non si dimenticherà di lei. Infatti conosce il Signor Mollica. Un buon partito. Arriva il matrimonio perfetto, la casa perfetta, la vita perfetta - quella che desidera - e due figli perfetti anche loro. Dentro quest'apparente perfezione però si nasconde la disperazione più totale. Una disperazione che prende alla sprovvista, la priva di ogni stimolo, è piena di incrinature che poi diventano crepe e squarciano ogni stabilità emotiva. Ne prende coscienza quando seduta sul divano in preda alla noia sente il rubinetto gocciolare e allora lì inizia a vedere chiaramente i contro che aveva ignorato mentre era impegnata a esaltare i pro: Perché il marito torna sempre tardi? Perché i suoi figli non sembrano felici della vita privilegiata che hanno? Perché nonostante non le mancasse niente invece è come se le mancasse tutto? Perché dalle proprie origini non si scappa mai? Perché? Perché? Perché?

Un libro da leggere tutto d'un fiato. Una parodia grottesca e ironica sulle nostre debolezze. Un esasperante resoconto di quanto a volte si possa cadere così in basso e arrivare così in alto in una sola vita, la propria e con un pizzico di ironia che non guasta mai. Alla fine c'è un po' di Rosetta in ognuna di noi. Prendiamone atto.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!

Francesca

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