21 settembre 2014

Grandi Speranze di Charles Dickens [recensione]

GRANDI SPERANZE
di
Charles Dickens


Editore: Garzanti
Traduzione: Marisa Sestito
Pagine: 544
ISBN: 9788811365358
Prezzo formato cartaceo: € 12,50


Confidare nel futuro, in un riscatto dalle origini umili e poco allettanti: questo è il desiderio di Pip, un orfano allevato dalla sorella e dal marito Joe.
La prima è una figura gretta e meschina, perché per lei la vita non ha riservato niente di diverso rispetto alla condizione modesta alla quale è sempre stata destinata; Joe è buono, forse un tantino ritardato, felice del proprio lavoro e della famiglia. 
L'infanzia del giovane è toccata da due eventi principali: l'incontro nella palude con un evaso, che aiuta prima della cattura, finendo poi per dimenticarsi di lui nell'età adulta; la conoscenza di Miss Havisham, una folle donna segnata da un passato di inganni d'amore, e da sua figlia adottiva  Estella, cresciuta con la ferma convinzione di dover far soffrire gli uomini e che mai darà a nessuno il suo cuore di ghiaccio.
La visita di Jaggers, avvocato importante, segna l'inizio della realizzazione delle grandi speranze, tanto attese da Pip: un benefattore misterioso ha deciso di scommettere sul ragazzo e di aiutarlo nella propria elevazione sociale, a cominciare dagli studi a Londra. Qui si trasferisce e diventa amico di Herbert, compagno e confidente, sempre presenti l'uno per l'altro. 
Da adulti, si rincontrano Estella e Pip, e quest'ultimo è convinto che il loro destino sia proprio stare insieme. Ad accreditare questo suo desiderio, la certezza di sapere chi sia la sua protettrice, Miss Havisham.
La scoperta della verità, lo costringerà a rivalutare la sua vita, a compiere scelte difficili e a scontrarsi con un'illusione tragica.

Al centro, il percorso di formazione di un bambino, condannato a un destino di ben poche prospettive. Gli incontri che dettano il percorso di crescita di Pip sembrano ribaltare la sua condizione, per accompagnarlo verso un destino più promettente. Finire come il cognato Joe è per il protagonista una paura da debellare: cosa c'è di male nell'essere un onesto fabbro, sgrammaticato nell'esprimersi e poco incline alle buone maniere dei signori? Niente, ma non è ciò che il ragazzo desidera, abbagliato da un'esistenza ricca, sfarzosa, immersa nella cultura e nei grandi affari di Londra. Puntare sulla sua educazione è il modo migliore per avvicinarsi alla donna dei suoi sogni: Estella. Quest'ultima deve fare i conti con la sua natura, che non ammette deviazioni: l'amore non le appartiene. Anche lei dovrà confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte e con la figura incombente di Miss Havisham. Tutti i personaggi del romanzo sono psicologicamente ben delineati e grande attenzione è riservata a ciascun percorso di maturazione. Si può cambiare il proprio destino? Se stessi? In qualche modo si prova a fare questo, ma sempre occorre ricordare che siamo estremamente connessi, gli uni agli altri. E l'intreccio è portante in Grandi Speranze, niente è lasciato al caso. La struttura narrativa è salda e rende credibili i legami fra tutti gli elementi, i quali influenzano radicalmente passato e futuro.

Attese, aspettative, ciò che caratterizza le nostre esistenze. Lottare e sfruttare le opportunità per trovare la strada e costruirsi un futuro in cui sentirsi realmente realizzati.
Charles Dickens dà voce a un bambino, che non sembra conoscere l'affetto vero, ma solo severità e violenza: fuggire per diventare un signore in una Londra che sembra offrire una molteplicità di opportunità.
Un classico meraviglioso, avvincente, serrato e sotto tanti aspetti così attuale. Si tifa per Pip e si piange con Pip, quando tutto non va come dovrebbe. Un finale che non è una vera conclusione e neanche un lieto fine, ma lascia aperte le porte a un nuovo avvenire incerto per il protagonista.

Veronica

3 commenti:

  1. Ho sempre sentito parlare di questo classico ma non mi sono mai convinta a leggerò! Dovrò provare :)

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    1. Davvero un classico meraviglioso, in grado di coinvolgere e trasportare in ogni pagina... Assolutamente da leggere!

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  2. Un classico imprescindibile per chi ama la grande letteratura.
    Credo sia il mio preferito di Dickens :)

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