3 settembre 2014

Sognavo di essere Bukowski di Gino Armuzzi [recensione]


SOGNAVO DI ESSERE BUKOWSKI
di 
Gino Armuzzi


Editore: La case books
Pagine: 122
ISBN: 97888868700546
Prezzo formato digitale: € 3,99


L'editore La Case Books pubblica la versione digitale dell'ormai irraggiungibile romanzo scritto nel 1994 da Gino Armuzzi.
Al centro, la metamorfosi, in chiave ironica, di un ragazzo di buona famiglia, universitario alla Bocconi, che cambia completamente vita e abitudini dopo aver letto Bukowski, autore che suscita immediato fascino e gli fa desiderare di poter essere in futuro scrittore.
Una linea di demarcazione viene oltrepassata, per raggiungere quella cultura alternativa fino a questo momento sconosciuta. I vent'anni sono l'età in cui tutto si può: con i suoi picchi di incoscienza, Marino si lancia in sperimentazioni ed esperienze di ogni sorta, che finiscono per avere risvolti tragicomici:
"Volevo vivere come Miller, morire come Mishima e uccidere come Burgoughs. E sognavo di essere Bukowski, buttato qua e là tra i bordelli di Los Angeles, con un bicchiere di whisky in mano e una troia accanto".
L'ambientazione è quella della Milano anni '80, tra feste, bevute e incontri raccapriccianti. In ogni breve capitolo, il giovane bocconiano entra in contatto con una versione estrema della vita, come i grandi della beat generation, da lui osannati in questa nuova fase. Sbattuto fuori casa e rinnegato dalla famiglia, conosce Alex, una guida perfetta per portarlo alla perdizione più assoluta.

La ricerca di se stessi, la confusione in un'età in cui tutto ti influenza e tutto vorresti sperimentare collima col chiasso del mondo e l'assenza di punti di riferimento. Questa un po' l'analisi "seria" di un libro che serio non lo è mai. Che cosa aspettarsi da Sognavo di essere Bukowski?
A mio avviso, non un'opera memorabile, direi quasi la versione trash del per me davvero cult Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, più introspettivo, veritiero e attento. Sembra quasi che l'intento cardine di Armuzzi sia annullare con uno stile così sopra le righe (che finisce per prendere il sopravvento sul contenuto, da ricercare faticosamente) il potenziale che l'opera avrebbe potuto raggiungere. Di fronte a noi, una de-maturazione del protagonista, che invece di accrescere il suo spirito e trovare la sua strada grazie ai libri, compie un percorso opposto, controcorrente e fuori dalle regole. Un urlo contro le imposizioni e contro tutto ciò che ci si aspetta da un giovane di buona famiglia, con una formazione già definita.
Non sono riuscita a essere coinvolta o sorpresa in positivo dalle situazioni architettate dall'autore, sulle quali si accanisce con un'inventiva disturbante (l'amico che picchia "la vecchia" petulante, in realtà Coco Chanel; il travestimento per scampare al militare).
La scintilla non è proprio scoccata con questa storia, che non è arrivata a soddisfare le aspettative così declamate in giro per la rete. 
La vita esagerata del protagonista potrà comunque far breccia in coloro che amano questo tipo di scrittura, infarcita di stereotipi, citazioni letterarie e cinematografiche, fino a raggiungere livelli di non sense sfrenati.
La versione attuale pecca purtroppo di poca cura nella forma: diversi gli errori di battitura fastidiosi, che toccano l'apice nella descrizione dei fatti che dall'io narrante passano magicamente alla terza persona.

Veronica

1 commento:

  1. Forse un libro non completamente "finito" dall'autore andato in stampa troppo in fretta, su un argomento dove era apparentemente facile scrivere, ma anche scivolare?

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