20 settembre 2014

Storia di un corpo di Daniel Pennac [recensione libro]

Storia di un corpo
di Daniel Pennac

tradotto da Yasmina Melaouah

Feltrinelli editore
352 pagine
18 euro
Uscito ad ottobre 2012

"Storia di un corpo" è un diario e nasce con un intento preciso: - Narrare nel corso del tempo non la propria vita, ma la vita del proprio corpo. Nessuno ne è a conoscenza fino a quando il protagonista non muore. Lo lascia in eredità alla figlia Lison col desiderio che venga pubblicato. Un uomo normalissimo con un'esistenza normalissima. Da piccolo combatte la sua magrezza tirando pugni al sacco e il desiderio di avere muscoli perfetti, le spalle larghe e le proporzioni giuste, quelle che agli occhi degli altri ti fanno apparire forte. E poi l'adolescenza, con la sua esaltazione sessuale, i brufoli sul viso, i capelli unti e la forfora. L'amore per Mona, incontrata per caso. Il matrimonio. Il lavoro. I figli e i figli dei figli. I viaggi per il mondo. L'ansia, l'insonnia e i vuoti di memoria. La vecchiaia che arriva, l'energia che scema, la vescica che non compie il suo dovere. Vi è una sola costante: un corpo in costruzione perenne. La prospettiva di come esso reagisce agli eventi che lo attraversano inesorabili.

Quando ero piccola avevo un diario segreto. Era composto di tanti piccoli quaderni a quadretti l'uno attaccato all'altro con la colla, lo scotch e ricoperti da una copertina viola. Lo nascondevo sotto il materasso. Quando sono cresciuta l'ho riletto, ho strappato ogni singola pagina e l'ho buttato via. Un giorno, ho avuto l'occasione di parlare con uno psicologo e gli ho chiesto come mai quando rileggiamo qualcosa che abbiamo scritto tanto sentitamente dopo un po' di tempo sembra non riguardarci più. Lui mi ha risposto che i pensieri col tempo assumono forme diverse e vanno di pari passo all'evoluzione emotiva, caratteriale, esperenziale... Un diario inoltre oltre a rappresentare una storia personale, testimonia un'evoluzione interiore. A volte abbiamo bisogno di rileggerci per capirci e cambiare in meglio. Cambiare è una necessità. Può essere definità una questione di sopravvivenza.

La prima impressione che ho provato man mano che leggevo questo libro è stata la stessa di quando avevo tra le mani tale diario... Un malessere da pagina bianca che necessita di essere riempito di fragilità, complessi, debolezze. Uno scendere a patti con se stessi per trovare se stessi attraverso il lato peggiore, quello che preferiamo imprimere su carta per non urlarlo ad alta voce e rischiare di venire allo scoperto. Le nostre imperfezioni mascherate dalle parole. E le parole in tal caso fungono da valvola di sfogo. Devono liberarsi per non rimanere intrappolate nell'io più profondo. Ho provato ad immaginare quest'uomo al di là dei suoi confini fisici, di quei meccanismi che all'improvviso s'inceppano e necessitano di essere aggiustati... per avere una quadro diverso e cambiare l'idea che io mi sono fatta di lui. Ma non c'è dato saperlo realmente... qui è il corpo che parla e niente più. E il corpo è difettoso come lo siamo noi che coi difetti siamo capaci di farci amare o odiare. Il compromesso lo si raggiunge con dei patti, stilati anche con gli altri.

E poi, ci avete pensato a quanto è misero il tempo che ci dedichiamo? A quanto siamo capaci di maltrattarci senza remore? A quanta importanza diamo all'esaltazione esteriore a discapito della salute? Siamo tutti un po' vittime di questi meccanismi, anche chi dice il contrario. Ho trovato questo libro un esperimento interessante, originale, che ci mette totalmente a nudo, sincero nelle sue paure, reale nelle sue ansie. Sapete adesso cosa avrei voglia di leggere? "Storia di un corpo" visto da una prospettiva femminile per scoprire se uomini e donne sono così uguali o così diversi tra loro.

Francesca

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