29 ottobre 2014

In Book Veritas #1 [Rubrica]

Se c’è una cosa che ho imparato nella mia carriera di lettrice, è che i libri hanno dei poteri: possono far riavvicinare amiche che si erano allontanate, fanno nascere conversazioni spontanee tra sconosciuti, creano e consolidano legami. E, soprattutto, in ogni libro ho sempre trovato una frase, un insieme di frasi, interi paragrafi o intere pagine che mi hanno fatto riflettere su me stessa, sugli altri, su me stessa in rapporto con gli altri, sulle cose della vita, sui sentimenti e sulle emozioni, sui casi della vita e potrei andare avanti all’infinito a fare esempi di questo tipo, ma voi vi annoiereste e smettereste di leggere questo posto alle terza riga dell’elenco.
E non è il caso.
Non è il caso perché questa premessa è la presentazione di una nuova rubrica che ho deciso di aprire qui sul blog In book veritas, che non avrà una cadenza prestabilita ma verrà pubblicata ogni qual volta io troverò nel libro che sto leggendo una frase, un insieme di frasi, interi paragrafi o intere pagine che mi faranno riflettere. Oppure, se e quando mi tornerà in mente qualcosa letto tempo fa che però ha lasciato il segno.
Andiamo, quindi, senza indugi a cominciare!

 © Frencina

Ho deciso di iniziare con la citazione che mi ha spinta ad aprire questa rubrica, tratta da La porta di Magda Szabó:
"Ai tempi dell'università detestavo Schopenhauer, nel corso della vita, invece, mi sono resa conto che ha ragione quando sostiene che ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci."
Non avevo mai pensato ai rapporti col prossimo in questi termini, però quando ho letto questa frase ne sono rimasta folgorata. Probabilmente, anzi, sicuramente, dipende molto dal fatto che in questo periodo sono particolarmente sensibile da questo punto di vista, però è tragicamente vero che più ci apriamo al prossimo, più creiamo legami con altre persone, più apriamo le porte al dolore e alla sofferenza.
Ovviamente, c’è anche il rovescio della medaglia: più persone ci stanno intorno, più amore e amicizia e buoni sentimenti entreranno nella nostra vita.

Il romanzo sottolinea solo l’aspetto doloroso e negativo dei rapporti con gli altri e pone l’accento su come, spesso, aprirsi ad una persona che consideriamo fidata, ha come contropartita che la stessa, ad un certo punto, ci giudichi e ci racconti bugie.
Nonostante, come dicevo prima, io sia particolarmente sensibile a questo argomento in quest'ultimo periodo, sono anche convinta che qualsiasi rapporto interpersonale instauriamo ci aiuti anche a crescere, ci migliori, ci insegni sempre qualcosa di cui dobbiamo fare tesoro per il futuro. In negativo e in positivo.

Francesca B.

2 commenti:

  1. La porta è un libro che "corteggio" da un po', ma da quando si trova solo la nuova edizione sto perdendo le speranze...
    Spero di non dovermi arrendere! :)
    Questa frase me ne ha ricordata un'altra, de Il giardino dei Finzi - Contini di Giorgio Bassani:
    «l'amore – così, almeno, se lo immaginava lei – era roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda: uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce del tennis!, da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d'animo e onestà di propositi».

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    Risposte
    1. Non ti arrendere, mi raccomanda! E' un libro, almeno per me, irritante quasi fino alla fine, però poi cambia totalmente e le ultime pagine mi hanno fanno cambiare totalmente opinione.
      Anche questa frase che hai citato offre molti spunti di riflessione. Mi segno libro, grazie :)
      Francesca

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