25 ottobre 2014

L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami [recensione]

L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO 
di
Haruki Murakami


Editore: Einaudi
Traduzione: Antonietta Pastore
Pagine: 264
ISBN: 9788806219772
Prezzo: € 20,00


I cinque, un gruppo di amici legati da una profonda amicizia sin dai tempi del liceo. Tre maschi e due femmine, Aka (Rosso), Ao (Blu), Shiro (Bianco), Kuro (Nero) e Tsukuru. Quest'ultimo, dopo essersi trasferito da Nagoya a Tokio per l'università, viene emarginato dagli altri senza una motivazione e questo episodio lo segna e lo distrugge:
"[...] non ho un'identità. Non ho nessuna caratteristica, sono incolore. Non ho nulla da offrire. Questo è il mio problema, da sempre. Da sempre mi sento poco più che un guscio vuoto. Come recipiente può darsi che abbia una forma soddisfacente, ma dentro non ho nulla che si possa veramente definire un contenuto".
Dopo aver superato un periodo buio, in cui medita addirittura il suicidio, comincia a riprendere il corso normale della propria esistenza. L'amicizia con un ragazzo conosciuto in piscina, lo rimette in qualche modo in sesto. Parlano, trascorrono del tempo libero insieme, ascoltano musica. 
Anche questo rapporto non ha lunga durata e dopo essersi affezionato, Tsukuru vede di nuovo fuggire via una persona a cui tiene.
L'insicurezza aleggia nel suo cuore e si convince di non essere in grado di mantenere una relazione importante, di essere lui la causa dei continui abbandoni. L'incontro con Sara, la donna che poi si accorgerà di amare, assume un ruolo centrale nel ripensare al momento in cui è stato eliminato da quel cerchio perfetto dell'amicizia.
Decide così di andare da ogni singolo membro del gruppo per chiarirsi e scoprire la vera causa di distruzione.

Chi cerca in Murakami l'avventura, il colpo di scena, la trama infarcita di intrecci, resterà deluso. Haruki è profondo, uno che con le parole ti scuote e ti stuzzica, spinge a riflettere e a fare i conti con te stesso e i rapporti con l'altro.
Il protagonista è fragile e le sue debolezze ci sono offerte allo stesso tempo con delicatezza e durezza, perché Tsukuru siamo noi. Ci interroghiamo sul futuro, sui sogni che vogliamo realizzare, sulle amicizie che arricchiscono e sgretolano il nostro essere quando finiscono. E l'amore. L'amore è in tutto quello che respiriamo e viviamo ogni giorno e costruire una relazione dopo tante delusioni è dura e non sempre si ha voglia di rimettersi in gioco:
"È come costruire una stazione. Una cosa bella e di valore, che è stata importante anche per poco tempo, non sparisce nel nulla per un piccolo errore. Cominciamo col costruirla. la stazione, anche se non è perfetta. Se non ci fossero le stazioni, i treni non potrebbero fermarsi lì e non potremmo incontrare le persone a cui vogliamo bene. Se poi si scoprono dei difetti, si può sempre rimediare dopo. Prima di tutto costruisci la stazione, Una stazione speciale per lei, dove il treno desideri fermarsi, in cui trovare un rifugio, così anche senza uno scopo preciso. Cerca di immaginarla nella tua mente, quella stazione, di darle concretamente forma e colore. Poi incidi con un chiodo il tuo nome sulla base, e soffiaci la vita. Questa forza ce l'hai. Non hai attraversato a nuoto, da solo, il mare di notte?".
I sogni così vividi si intersecano con la realtà e l'autore adora mischiare i due universi, per confondere le certezze di questa storia, che apparirà ai più povera di contenuto. Ma il contenuto c'è eccome e con quest'ultimo romanzo Haruki Murakami dimostra di avere ancora così tanto da dire: per coloro che hanno letto testi precedenti, ritroveranno la schiettezza nelle descrizioni, la concentrazione per i personaggi, con i quali identificarsi, e momenti in cui immergersi in un'altra cultura, quella del Giappone, ammaliante, spirituale e vivida.
Un verbo, COSTRUIRE, allo stesso tempo significato del nome di Tsukuru e del suo lavoro: progetta stazioni, le rende sicure per tutti e questo tema è metafora di un percorso che non solo il protagonista, ma lo stesso autore compie nell'evoluzione di tutti i suoi scritti.
L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, altra piccola perla in grado di far provare emozioni forti nel descrivere semplicemente un momento di riconciliazione, come l'abbraccio sincero con un'amica perduta, sullo sfondo della Finlandia. Scena epica per un libro meraviglioso.

Veronica

3 commenti:

  1. Non vedo l'ora di leggerla questa nuova perla murakamiana (è l solito problema: troppi libri ancora da smaltire e il freno autoimposto allo shopping compulsivo di libri e e-books! Ma Natale è vicino...)

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  2. Haruki Murakami è un autore meraviglioso! Sì, mettilo in lista natalizia: hai ragione, troppo difficile frenare la voglia di comprare tanti libri e di leggerli tutti in tempi brevi! Si recupererà :-)

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  3. Ora che ci penso, è un bel po'che trascuro Murakami e mi sono trattenuta dall'acquisto di questo tanto decantato ultimo libro solo perché dovevo smaltire parecchi libri nella pila in attesa... ma non mancherò di leggerlo!

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