24 ottobre 2014

L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA di Romain Puértolas [Recensione]

© Frencina
L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA
di Romain Puértolas

tradotto da M. Botto
Einaudi
215 pagine
16.00 euro rilegato
9.99 euro in ebook
ISBN: 9788806218690  
 uscito il 01 aprile 2014

Voi non avete mai pensato quanto sarebbe bello rimanere chiusi in un grande magazzino, in un museo, in una libreria dopo la chiusura e passarci la notte girovagando indisturbati? Io lo faccio ogni volta che mi ritrovo in un posto bello ma affollato; comincio ad immaginarmi lì dentro dopo la chiusura (ovviamente le telecamere di sicurezza si svamperebbero magicamente), mentre cammino indisturbata tra gli scaffali e nei negozi, mentre mi perdo tra le esposizioni e poi mi preparo qualcosa da mangiare in uno dei tanti ristoranti che affollano questi centri.

Tutto questo sbrodolamento iniziale per dirvi che, in questo romanzo, la storia comincia proprio con Ajatashatru Lavash Patel che si fa chiudere dentro un’Ikea parigina.
Ma perché un fachiro indiano ha questo desiderio incontrollabile di rimanere chiuso, di notte, in un’Ikea? Bella domanda! Leggete il libro e lo scoprirete (bella risposta)!
Battutacce dementi da venerdì pomeriggio a parte, il nostro mitico Aja, di professione fachiro in arte truffatore, ha deciso che vuole assolutamente comprare l’ultimo modello di letto di chiodi dell’Ikea, l’Akuminat. Ma c’è un problema non da poco: l’Ikea in India non c’è, perché quei furbacchioni di svedesi hanno posto la condizione per cui, ai piani alti della dirigenza, avrebbero dovuto esserci solo svedesi, nessun indiano. Capite che una condizione del genere è difficile da mandar giù: io ti faccio il favore di concederti uno spazio espositivo nella mia nazione e tu però non vuoi che ci sia uno di quella nazione a dirigere il tutto. Eh no, miei cari svedesi, così non si fa e quindi niente Ikea indiana.
Ahinoi (ma nemmeno troppo visto cosa ne consegue), questa presa di posizione ha gravato non poco sulla sorte del nostro eroe, costringendolo a prendere un aereo, direzione Île-de-France.

Il secondo problema non da poco è che Aja in tasca ha solo una banconota (falsa) da 100.00 € e quindi come fa a comprare il letto e a pernottare a Parigi visto che è costretto ad aspettare il giorno dopo causa esaurimento scorte di Akuminat? Semplicissimo: si ferma a dormire all’Ikea. Peccato però che quella stessa sera, il grande capo abbia deciso di cambiare una parte di esposizione e si ritrovi, con alcuni dipendenti, a girovagare di notte per il grande magazzino disturbando e spaventando il fachiro, che, preso dal panico, si infila in un armadio blu. È così che comincia l’incredibile viaggio che dà il titolo al romanzo e che porterà Aja a riflettere su se stesso, sulla sua vita, sulle sue truffe e sul resto del mondo. Un viaggio che si svolgerà fuori e dentro il protagonista che, passando di stato in stato e incontrando sulla sua strada personaggi magnifici e variegati, crescerà e si redimerà trasformandosi da fachiro di professione in arte truffatore a scrittore di professione in arte altruista.

Se si legge la biografia di Romain Puértolas, si scoprirà che, prima di diventare scrittore, si è battuto come attivista per i diritti degli immigrati ed ha lavorato come analista per la polizia di frontiera. Non stupisce quindi il messaggio nascosto tra le righe ed esplicitato nell’ultima pagina e un pezzo: la condizione disperata di queste persone che, allettate da un miraggio di vita migliore, spendono cifre esorbitanti che gli permetterebbero di vivere decorosamente nel loro paese, per imbarcarsi su navi che più che la vita promettono la morte.
Eppure questo romanzo non ha la pretesa di essere una denuncia sociale, non vuole fare la morale su questa piaga dei nostri giorni, vuole solo portare alla luce e rendere visibile a tutti questo problema e lo fa in tono neutro così che il romanzo possa essere apprezzato sia da chi la pensa come lui, sia da chi la pensa in modo diametralmente opposto. E inoltre, così facendo, ha creato un libro di facile lettura, per nulla saccente, supponente e petulante come spesso sono questi romanzi che trattano i problemi sociali e quotidiani.
Ditemi voi se non è astuto questo Puértolas!

Il mondo è un fazzoletto da taschino di seta indiana.

Buona lettura!
Francesca B.

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