2 ottobre 2014

Lungo cammino verso la libertà di Nelson Mandela

Lungo cammino verso la libertà
di Nelson Mandela

Tradotto da Adriana Bottini, Ester Dornetti, Marco Papi

Feltrinelli editore
608 pagine
14 euro
Uscito nel 2013

Conoscere a fondo un premio nobel per la pace come Nelson Mandela è stata una bella esperienza. Sapere che al mondo c'è stato qualcuno che si sia battuto con così tanta costanza, determinazione e addirittura col carcere per sconfiggere il razzismo, la povertà, le disuguaglianze a favore del popolo sudafricano... L'unica cosa che pensi, una volta finita questa biografia, è che Tu non hai nemmeno provato a rendere il mondo un posto migliore perché eri troppo concentrata a rendere il TUO di mondo un posto migliore, senza mai riuscirci realmente. Siamo sempre così concentrati su noi stessi invece che sugli altri. Piuttosto neghiamo l'evidenza o ce la facciamo bastare. C'è la speranza... Ma non ho mai conosciuto nessuno che a forza di sperare abbia ottenuto quello che desiderava. Molte volte ho come l'impressione che noi "popolo evoluto" non abbiamo ancora capito il vero senso del vivere, mentre - in qualche angolo sperduto - ci sono persone che lottano, si sacrificano, muoiono per la propria patria. Lo fanno non solo per se stessi, ma anche per i propri figli o per le generazioni future. Tutto il mondo è paese... Peccato che questo mondo però continui a rimanere ancorato ai pregiudizi, alla violenza, alla guerra, al classismo e al potere più becero senza che ci sia qualcuno pronto a ribellarsi. La base sul quale si poggia è il menefreghismo. Il risultato è che i giovani come noi hanno quella rabbia repressa tipica di coloro a cui hanno dato tutto ma non gli hanno insegnato a guadagnarselo e quindi continuano a pretenderlo. Mentre gli altri, quelli che si definiscono al di sopra di noi, sono troppo spaesati e ancorati al vecchio per darci la forza di cambiare. Loro sono la generazione nata in un periodo favorevole. Ogni tanto mi chiedo se tale sopravvivenza basata sull'IO prima o poi si sfalderà e se non lo farà, quanto durerà. Siamo vittime di un movimento continuo... e tale movimento va assecondato. La resistenza al cambiamento è il nostro più grande nemico. In una società che in questo momento non è né emancipata, né democratica, né paritaria. Questa insomma è un'opera di acquisizione della coscienza... La storia di un uomo che nonostante abbia dovuto sacrificarsi non ha mai perso il coraggio di lottare per quello in cui credeva.

Ecco a voi un passo significativo e probabilmente il più esplicativo per capire il senso di quest'opera che vi consiglio di leggere:
Non sono nato con la sete di libertà. Sono nato libero, libero in ogni senso che potessi conoscere. [...] Solo quando ho scoperto che la libertà della mia infanzia era un'illusione, che la vera libertà mi era già stata rubata, ho cominciato a sentirne la sete. Dapprima, quando ero studente, desideravo la libertà per me solo, l'effimera libertà di stare fuori la notte, di leggere ciò che mi piaceva, di andare dove volevo. Più tardi a Johannesburg, quand'ero un giovane che cominciava a camminare sulle sue gambe, desideravo le fondamentali e onorevoli libertà di realizzare il mio potenziale, di guadagnarmi da vivere, di sposarmi e di avere una famiglia, la libertà di non essere ostacolato nelle mie legittime attività. Ma poi lentamente ho capito che non solo non ero libero, ma non lo erano nemmeno i miei fratelli e sorelle; ho capito che non solo la mia libertà era frustrata, ma anche quella di tutti coloro che condividevano la mia origine. E' stato allora che sono entrato nell'African National Congress [...] La libertà è una sola: Le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti, e le catene del mio popolo erano anche le mie. [...] Sapevo che l'oppressore era schiavo quanto l'oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell'odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L'oppressore e l'oppresso sono entrambi derubati della loro umanità. [...] La verità è che non siamo ancora liberi: Abbiamo conquistato soltanto la facoltà di essere liberi, il diritto di non essere oppressi. [...] Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una montagna ce ne sono sempre altre da scalare. Adesso mi sono fermato un istante per riposare, per volgere lo sguardo allo splendido panorama che mi circonda, per guardare la strada che ho percorso. Ma posso riposare solo per qualche attimo, perché assieme alla libertà vengono le responsabilità, e io non oso trattenermi ancora: Il mio lungo cammino non è ancora alla fine.
Francesca

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