18 ottobre 2014

L'uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman [Recensione libro]

L'uomo che metteva in ordine il mondo
di Fredrik Backman

Mondadori editore
324 pagine
18 euro
ISBN 9788804640677
Uscito il 9 settembre 2014

I vicini di casa spesso sono capaci di tirare fuori il peggio del peggio del peggio di noi stessi. Dopo l'ennesimo litigio - per chi deve pulire la scale o passa l'aspirapolvere durante le ore del cosiddetto silenzio [dalle 14:00 alle 16:00], il posto macchina improvvisato che sbarra il passaggio, la spazzatura lasciata all'ingresso da un incivile, il portone spalancato, le luci dell'androne accese troppo presto, gli schiamazzi notturni dei figli adolescenti - la prima cosa che pensiamo, mentre sbattiamo la porta è "la prossima... niente condominio, nessuno né sotto, né sopra, né accanto". Costante che ci rende delle persone orribili anche se sai che non andrai da nessuna parte a meno che tu non vinca chissà quale gioco. Ma se aveste davanti al vostro pianerottolo uno come Ove diventerebbe una necessità inderogabile!

Ove ha 59 anni. Si alza ogni mattina alle 6 per ispezionare il quartiere. Ce l'ha con tutti, soprattutto con chi parcheggia l'auto dove non deve, chi sbaglia la differenziata, con la tizia che va a giro con quel piccolo cagnaccio malefico che più che cane sembra un topo, con il gatto spelacchiato che gli fa la posta davanti la porta, con quegli stupidi trentenni colletti bianchi che da un giorno all'altro l'hanno lasciato a casa dal lavoro [e badate bene che lui dal lavoro non è mai mancato nemmeno un giorno], con chi non ha una saab, con chi non è in grado di aggiustare le cose, con quell'imbranato che non sa usare il rimorchio e gli ha distrutto la cassetta delle lettere, con quella donna incinta [moglie del cretino appena sopracitato], dai lineamenti orientali, la pancia enorme e gli occhi grandi e profondi accanto che lo osserva con tanto di prole petulante al seguito e manda a monte i suoi - sacrosanti - piani di farla finita.

Avete capito bene... ha proprio intenzione di farla finita. Perché oltre al resto ce l'ha anche col mondo che gli ha strappato senza un senso LEI che era il suo colore nel suo essere privo di colore. Incontrata - da giovane - dopo aver staccato dal lavoro notturno sul treno... sorridente, bella, corteggiatissima, mentre lui così silenzioso e senza nessuno su cui contare. Due opposti che si attraggono, si scelgono, si sposano, provano ad avere un figlio, si stanno accanto sempre e comunque. Dopo la sua morte Ove continua  a negare l'evidenza. L'unica soluzione possibile per trovare una via d'uscita - a un maniaco del controllo come lui - è disdire l'abbonamento  al suo quotidiano, pagare le bollette e togliere di mezzo le questioni irrisolte. Prepararsi alla morte e raggiungerla. Ma i suoi sacrosanti piani per una buona volta vanno a monte perché nonostante sia uno scorbutico petulante rompiscatole ossessionato dall'ordine "un vicino amaro come una medicina" è qualcuno di cui non puoi fare a meno.

Una storia divertente, che inizialmente fatica a carburare ma poi esplode in un incessante susseguirsi di ricordi, dialoghi, insulti ritrovandoti a sorridere mentre vai avanti fino a lasciarti un vago senso di tristezza alla fine perché per quanto il tipo sia un piantagrane rimane sempre uno disposto a prodigarsi, a modo suo, perché - anche - sua moglie l'avrebbe fatto. Le persone spesso sono per come si mostrano, nascondono dolori che ignoriamo, indossano maschere per proteggersi, sono custodi di segreti che non conosceremo mai, ma altre ancora hanno il potere di lasciarti un enorme vuoto dentro per la loro assenza che diventa così ingombrante e si cela in tutte quelle fissazioni che se li per lì trovavi ridicole, poi ne senti la mancanza. Ecco, Ove fa parte di questi.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

Francesca S.

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