7 ottobre 2014

Recensione libro: Il bambino segreto di Camilla Lackberg

Il bambino segreto
di Camilla Lackberg

tradotto da Laura Cangemi 
Marsilio editori
528 pagine
19 euro
ISBN: 978-88-317-1560-7
 uscito l'8 maggio del 2013

"Il bambino segreto" è il quinto capitolo di una serie di ben 8 libri. Gli ultimi 3 non sono ancora usciti in Italia.

È fine estate quando Fjillbacka - una tranquilla cittadina della costa occidentale della Svezia, distante 150 km da Oslo - rimane coinvolta e sconvolta dall'omicidio di uno dei suoi abitanti: Erik Frankel, collezionista, professore ed esperto della seconda guerra mondiale, viene trovato morto nella sua casa, da due ragazzini entrati abusivamente. Erica Falck, dopo la nascita di Maya, grazie all'aiuto del marito Patrick, vicecommissario di polizia, in congedo per paternità, è pronta a rimettersi al lavoro e a scrivere il suo nuovo libro. La giornalista però non riesce a smettere di pensare al contenuto del baule trovato in soffitta ed appartenuto a sua madre Elsy. Questo custodisce una piccola vestaglia da neonato insanguinata, i suoi diari di ragazzina e soprattutto una medaglia dell'epoca nazista. Quella che ha portato - poco tempo prima - ad esaminare allo studioso ormai scomparso. Una storia ricca di personaggi che ruotano intorno alla risoluzione di un caso dai risvolti drammatici. Ognuno legato da un filo invisibile che non riesce a essere reciso nonostante la vita li abbia allontanati.

L'aspetto interessante è l'uso di due dimensioni temporali diverse che alternano i vari capitoli: Al presente vengono narrate le vicende in essere atte a risolvere il caso; Al passato invece - attraverso i diari di Elsy - vengono narrate le vicende di gioventù di alcuni sospettati dell'omicidio. In un'epoca a ridosso della guerra più devastante degli ultimi tempi dove ognuno, a modo suo, ha lottato contro i nazisti e il nazismo imperante. La loro unica colpa è quella di custodire un segreto che alla resa dei conti si rivela cruciale per trovare il colpevole. E il colpevole è colui che non ti aspetti.

La lentezza iniziale con cui devi fare i conti [caratteristica del filone letterario scandinavo] non tipica dei thriller/polizieschi dove l'azione la fa padrona, destabilizza, ma poi proseguendo con la lettura riesce a coinvolgerti come se fossi dentro a un meccanismo nuovo ma ben oliato. Camilla Lackberg non solo ha creato un modo diverso di raccontare indagando sui vari problemi distintivi della società attuale come l'omosessualità, o il ruolo delle donne nel lavoro e nella famiglia, o le famiglie allargate, dimostrando quanto siamo ancora relegati a una certa mentalità che non riusciamo a superare, ma ha avuto anche e in particolar modo la capacità di dar vita a una riflessione in un genere dentro al genere che non dobbiamo mai sottovalutare quando siamo alle prese con un libro. Sicuramente andrò avanti a leggere questa serie.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

Francesca

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