19 novembre 2014

Viaggiando in compagnia di due classici senza tempo

 © Frencina
Viaggiare è bello, mi è sempre piaciuto. Che sia in aereo, in treno, su un pullman o in macchina, la sensazione che provo quando mi siedo sui sedili di uno di questi mezzi è bellissima. Ma, si sa, il viaggio è decisamente più bello se viene allietato dai giusti compagni. Per questo, quando due settimane fa sono andata in Germania per lavoro, oltre alla comitiva di persone che c’era con me sul pullman, a tenermi compagnia avevo il mio Hubby, John Steinbeck e J.D. Salinger.

Appena sono riuscita a riprendermi un pochino dalla levataccia delle 03.00, ho iniziato a leggere Pian della Tortilla ed è stato strano trovarmi in mezzo alla neve realmente ed essere in un’assolata e calda Monterey virtualmente.
Pian della Tortilla è un romanzo, ma potrebbe anche essere visto come una raccolta di racconti che ha come protagonisti una banda di amici paisanos sempre in cerca di un soldo per comprarsi del buon vino.
Tutto comincia con Danny che, tornato a Monterey, scopre di aver ereditato due case. Una di queste due decide di affittarla a Pilon che, però, comincia a pensare a quanto sia opprimente possedere un immobile perché uno inizia a pensare all’affitto che gli deve essere pagato, deve pensare a mantenerla in piedi, la casa, e le bevute con gli amici e le dormite nei fossi vanno a farsi friggere.
Questo per dirvi che tipo di mentalità hanno i protagonisti di questo romanzo.
A Pilon e Danny, poi, si aggiungono Pablo, Joe Portoghese il Grande, Gesù Maria e il Pirata con i suoi amici cani ed ognuno di essi porterà con sé la sua saggezza e le sue (dis)avventure.
Come dicevo, il romanzo è il racconto di tutta una serie di episodi correlati tra loro che trovano il loro apice nel finale, forse prevedibile e scontato, ma anche l’unico possibile. Per cui, volendo, lo potete leggere tutto d'un fiato, oppure centellinarlo poco per volta perché potreste essere portati ad abbandonalo, ad un certo punto, complici anche gli arcaismi usati da Vittorini, i suoi toscanismi (che c'entrano decisamente poco e, forse, sarebbero l'unica cosa da rivedere ed eliminare) e la traduzione ormai desueta. 

Finito Pian della Tortilla ho cominciato Il giovane Holden nella nuova traduzione di Matteo Colombo.
La prima volta che conobbi Holden, era l'estate tra la terza media e la pima ginnasio. Non avevo mai sentito parlare di lui né tanto meno di questo fantomatico J.D. Salinger e mi chiesi perché diavolo ci avessero dato come lettura propedeutica proprio questo romanzo. A distanza di anni un po' me lo chiedo ancora, perché penso che nessuno a tredici, quattordici anni sia in grado di capire e apprezzare quel meraviglioso problematico adolescente che è Holden Caulfield. Problematico ma estremamente profondo, di una sensibilità che non ti aspetti da un adolescente dedito all’alcool e che si fa sbattere fuori dall’ennesima scuola perché, c’è poco da fare, non gli piace nulla di ciò che fa e di ciò che lo circonda come gli ricorda acutamente ed amaramente la sorellina Phoebe.
Eppure, se ci pensa bene, c’è qualcosa che vuole fare:

 “[...] io mi immagino sempre tutti questi bambini che giocano a qualcosa in un grande campo di segale e via dicendo. Migliaia di bambini, e in giro non c'è nessun altro - nessuno di grande, intendo - tranne me, che me ne sto fermo sull'orlo di un precipizio pazzesco. Il mio compito è acchiapparli al volo se si avvicinano troppo, nel senso che se loro si mettono a correre senza guardare dove vanno, io a un certo punto devo saltar fuori e acchiapparli. Non farei altro tutto il giorno. Sarei l'acchiappabambini del campo di segale. So che è da pazzi, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe fare davvero.”

Ecco cosa intendevo quando dicevo che Holden ha una sensibilità esagerata: chi mai penserebbe di voler fare quello che salva i bambini che giocano in un campo ai cui estremi c’è un precipizio pazzesco?
E di esempi come questo ce ne sono un'infinità nel libro: quando pensa di suicidarsi buttandosi dalla finestra ma poi ci ripensa perché l'idea che qualche estraneo veda il suo corpo spappolato sul marciapiede lo disturba; o quando descrive le sensazioni che gli suscita vedere una pozzanghera con l'arcobaleno creato dall'olio. E potrei andare ancora avanti nell'elenco, ma preferisco siate voi a scoprire il resto, leggendolo. 


Ho premesso di aver riletto ora questo romanzo nella nuova traduzione fatta da Colombo perché ritengo sia necessario porre l'accento su questa nuova trasposizione del libro. Spesso si sente la necessità di ritradurre i classici perché, una volta, si aveva la tendenza ad allontanarsi un po' troppo dall'originale. Qui ne abbiamo due, uno in una versione datata (che non so quanto sia lontano dall'originale) e l'altro in una più fresca e moderna (che lo ha riavvicinato al suo originale).
Se l'acchiappatore nella segale rinasce potente e attuale come mai tra queste pagine in cui sono state reinserite le frasi peculiari, la volgarità mai eccessiva ma presente che caratterizza ogni adolescente e che rende il nostro eroe attuale e moderno, ritengo sia più che giusto che i nostri paisanon si esprimano in modo desueto, quasi arcaico con il ritmo lento che caratterizza i paesi della siesta. E così deve essere, perché se Holden Caulfiel rappresenta i giovani adolescenti di oggi, il mondo di Danny & company è sparito quasi del tutto ed è giusto che continuino ad essere narrati come una volta.

Francesca B.

8 commenti:

  1. in effetti, la traduzione di Voltolini è (come dire...) bizzarra, almeno certe volte, ma nel contesto ci può stare.

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    1. Secondo me qualcosina da rivedere ci sarebbe, però gli arcaismi ci stanno visto che la storia è di un periodo così lontano da noi. Holden, invece, in questo caso viene modernizzato molto e avvicinato agli adolescenti di oggi.

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  2. Pian della Tortilla lo metto in lista. Per ora di Steinbeck ho letto solo Uomini e topi. il giovane Holden è magnifico e basta.

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    1. Concordo pienamente con "Il giovane Holden è magnifico e basta" <3
      Uomini e topi ce l'ho in wish list ;)

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  3. Dopo aver letto e apprezzato molto Uomini e Topi, mi piacerebbe leggere Pian della Tortilla il problema è che mi spaventa la traduzione decisamente datata... -_-

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    1. E' un po' ostica solo all'inizio, la traduzione, poi, a furia di leggere, ti abitui e ti rendi conto che una traduzione più moderna stonerebbe molto.
      Francesca

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  4. Pian della Tortilla mi ispira, ma mi pare che ne sia uscita una nuova edizione, sempre della Bompiani... Non ho controllato però se il traduttore sia lo stesso...

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    1. Sì, mi sembra che sia nuova solo l'edizione ma non la traduzione.
      Francesca

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