29 dicembre 2014

Gone Girl - L'amore bugiardo di David Fincher [recensione film]


GONE GIRL - L'AMORE BUGIARDO
di 
David Fincher

Con
Ben Affleck
Rosamund Pike
Missi Pyle
Sela Ward
Neil Patrick Harris
Scoot McNairy
Carrie Coon
Kim Dickens
Tyler Perry

Genere: Thriller
Durata: 145 min

Uscita nelle sale: 18 dicembre 2014

Nick scruta il cervello della donna che ha sposato e pensa che vorrebbe aprirlo, sezionarlo, per carpirne i pensieri più segreti:
"Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa. Immagino di aprirle il cranio perfetto e srotolarle il cervello in cerca di risposte alle domande principali di ogni matrimonio.
A cosa pensi?
Come ti senti?
Che cosa ci siamo fatti?".
Si sono conosciuti a una festa e da subito è scoccata la scintilla. Un amore travolgente, passionale, all'apparenza dei più riusciti. 
Dopo essersi sposati, affrontano le prime difficoltà legate alla crisi economica: Nick perde il lavoro ed è costretto a convivere con la nuova quotidianità segnata dalla disoccupazione. Ad aggravare la situazione, la malattia della madre, che porta la coppia a scegliere di lasciare New York per il Missouri. Qui si reinventano e costruiscono una nuova esistenza: lui apre un bar con la sorella Margot, mentre Amy si trasforma in una casalinga insoddisfatta e paranoica. Attraverso il suo diario, scopriamo i momenti belli e brutti del matrimonio, fin nei minimi dettagli. 
Il giorno del loro quinto anniversario, la donna scompare e i sospetti si concentrano sul marito, impacciato sotto i riflettori e poco affranto agli occhi morbosi di chi segue con apprensione la vicenda. Ebbene sì, la spettacolarizzazione dei sentimenti, delle azioni, dei dialoghi, è posta al centro da David Fincher, che rimescola più volte le carte in tavola, ribaltando l'indizio che allo spettatore pare risolutivo.


Due punti di vista: qual è la voce della verità? Amy è davvero la donna dolce, innamorata e indifesa, finita tra le braccia di uomo sadico capace di sbarazzarsi di lei?
E Nick è il marito fedele e in apprensione per la moglie, o nasconde qualcosa di poco convincente?
La duplice versione della storia è la componente più forte della pellicola, perché continuamente si insinua in chi osserva il dubbio. La vicenda porta a immedesimarsi nelle situazioni e ovviamente a schierarsi un po' con lui e un po' con lei: i numerosi colpi di scena rendono avvincente la visione di un film che dura più di due ore, senza mai stancare, grazie anche alle tematiche che sottendono la relazione dei due protagonisti. La parte mediatica si costruisce a regola d'arte è, a sua volta, si ridefinisce, prima mostrando il marito in apprensione per la perdita, poi amplificando ogni cedimento, sbaglio e comportamento fuori da un focus prestabilito, trasformando Nick nel vero centro di attenzione. I rapporti umani, i più intimi, sono catturati da televisione e giornali, sviscerati, distrutti e sfruttati a proprio vantaggio. Le nostre stesse certezze di spettatori sono continuamente annientate, fino a raggiungere l'apice con un finale che non ti aspetti, ma è una degna conclusione di "questo è un matrimonio, con i suoi alti e bassi, sino agli eccessi". A ogni azione corrisponde una reazione... lo impareranno presto i due protagonisti.
Una coppia presentata come idilliaca, che farà sospirare, storcere il naso, riflettere, stupire e, a tratti, anche sorridere.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Gillian Flynn, che spero presto di poter leggere. Voi avete visto il film o letto il libro? Che cosa ne pensate?

Veronica

8 commenti:

  1. L'ho visto e... ni, mi è piaciuto per alcuni versi, per altri meno. Non ho letto il libro, quindi non saprei dire, ma avrei tagliato qualche pezzo qua e là. Ben Affleck, che a me è sempre piaciuto, dopo Argo lo trovo decisamente migliorato come interprete. Lei la conoscevo per Il caso Thomas Crawford e non è male. Secondo me è una storia che rende meglio su grande schermo, però, ripeto, non posso dirlo con certezza.

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    1. Sono curiosa di leggere il libro: dal poco che so, anche il cartaceo è impostato sul doppio punto di vista. Voglio proprio scoprire quanto del film c'è nel libro e viceversa. Ti dirò, anche io Ben Affleck lo apprezzo di più come attore in pellicole recenti e direi che questo ruolo gli calza a pennello!

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  2. Bello! Due ore e mezzo che sono passate subito, mi ha veramente coinvolto, la trama, con tutti i suoi risvolti mi è parsa molto intrigante, ad ogni svolta ero ansioso di vedere come si sarebbe sviluppata.
    Ben Affleck non mi ha entusiasmato granchè, poverino è bravo, e non saprei dire cosa di preciso non mi ha convinto. Forse per via del suo fisico enorme (in effetti, da Batman), mi pareva poco credibile come scrittore e barista. In Argo invece mi piacque molto (anche se magari inconsciamente davo al Ben-attore anche la stima che davo al Ben-regista); non saprei, forse il mio rapporto con lui è un po' troppo complicato!
    Lei invece mi è sembrata fenomenale, una psicopatica perfetta. Man mano che il film prosegue è sempre più inquietante, se ripenso alle scene finali del film (e, a posteriori, anche alla primissima) mi viene un senso d'inquietudine dovuto al suo personaggio, segno che è perfettamente riuscito. Probabilmente se la incontrassi per strada cercherei di scappare!
    La parte mediatica del film mi è sembrata molto interessante per come viene costruita in funzione di quella giudiziaria, fa un po' riflettere su come vengano gestite queste questioni in America; notevole il fatto che influenzare l'opinione pubblica significhi influenzare l'esito del processo (cosa che personalmente mi fa orrore, ma questo esula dall'argomento film). A tal proposito, mi è piaciuto molto anche il personaggio dell'avvocato, divertente ma anche assai machiavellico... perfetto! E poi, nota di colore, lo squallore di certe trasmissioni americane compete alla grande con quello delle nostre!
    In generale per me è stato un ottimo film che mi ha fatto venir voglia di leggere il libro e di approfondire la filmografia di Fincher, della quale ho visto pochi elementi ma tutti molto belli.

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    1. Ciao Francesco! Secondo me Ben Affleck rispecchia questo ruolo un po' da tontolone in certi punti: si fa la foto con una sconosciuta alla conferenza stampa per la scomparsa della moglie, accoglie in casa l'amante e non resiste al dormirci insieme... senza malizia, si definisce più volte un tontolone! Lei è proprio meravigliosa: la trasformazione in assassina psicopatica e la teatralità con la quale torna tra le braccia del marito sul finale! Tutto orchestrato a regola d'arte. Ci manca il libro, dobbiamo leggerlo subito :-)

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  3. Guarda io ho letto il libro (ho fatto anche una mini recensione!). Purtroppo avendo voluto leggere quello mi sa che mi sono bruciata la bellezza di Fincher perché ho come l'impressione che quel plot twist che aspetta di venire fuori lui abbia saputo renderlo in modo ancora migliore. Quindi a te è piaciuto il finale? Io so che molti lo hanno trovato esagerato ma a mio parere è solo sbagliato da nervi a fior di pelle!

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    1. Sì, a me è piaciuto il finale, così punitivo. Amy ritorna e intrappola il marito, costretto in una relazione, che pensava di poter interrompere in qualsiasi momento. Lei è agghiacciante, psicopatica, ma alla fine la fa franca e, a suo dire, ottiene tutto quello che vuole. Da brividi, appunto!

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  4. filmone bello spietato!
    non poteva che piacermi :)

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    1. Ahahahah! Sono d'accordo, proprio due ore e più di assoluto godimento :-)

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