11 dicembre 2014

Nato col botto di Steve Martin [recensione]

Nato col botto
di
Steve Martin


Editore: Excelsior1881
Collana: Ars Vivendi
Traduzione: Tommaso Labranca
Pagine: 210
ISBN: 9788861581111
Prezzo: € 18,50


Chi non conosce Steve Martin, l'attore protagonista del famoso Il padre della sposa? In Nato col Botto, si delineano i primi passi nel mondo dello stand-up e dello spettacolo comico.
Da ragazzo lavora presso il magic shop di Disneyland, inizialmente vendendo guide; qui sviluppa una passione per i numeri di magia, impara a creare animali con i palloncini e comincia a suonare il banjo.
Il suo desiderio di lanciarsi nel mondo dello spettacolo si scontra con l'incomprensione del padre, incapace di realizzarsi nello stesso ambito. La relazione fra genitore e figlio è dall'autore sviscerata con amaro cinismo e raccontata, a tratti, come se non stesse realmente parlando della sua vita, bensì di quella di un altro. Senza appoggio e senza mai ricevere un complimento, nemmeno all'apice della carriera, Steve Martin cela tutta la sofferenza dell'incomunicabilità genitoriale.

La strada non appare subito in salita: l'impegno nel formulare un repertorio adatto ai primi ingaggi è un'operazione difficile. Le serate non sono favorevoli, il pubblico non lo capisce e non lo apprezza. Grazie alla conoscenza di personalità di spicco del varietà televisivo, le opportunità si amplificano. Da esecutore, si assiste a una trasformazione in autore. La stessa fiducia nelle proprie potenzialità si rafforza e la parte più sentimentale di Steve si fa da parte, tratteggiando i primi segni del più sfrontato arrivismo, come a dire che la ricchezza le persone le cambia inevitabilmente. Un comportamento non voluto, semplicemente la conseguenza di uno status sociale raggiunto. 
I seguaci della carriera cinematografica ricordano soprattutto le commedie più famose, in cui si evincono le ottime doti recitative: a primeggiare, espressività e fisicità.
Molti i film poco conosciuti che hanno aperto le porte a una carriera in salita: nel libro, molto spazio è dato a Lo Straccione, pellicola del 1979, classificata all'ottantanovesimo posto delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi dall'American Film Institute.
Alcune scene sono sicuramente esilaranti; per coloro che non l'hanno mai visto, recuperatelo, e per chi non lo vede da tanto tanto, riguardatelo.


Un'opera che è sia un saggio sul mestiere del comico, con tutte le difficoltà per raggiungere la fama, e al tempo stesso un diario che ripercorre, in prima persona, gli eventi significativi della carriera precedente a quella cinematografica. Si fanno strada riflessioni e aneddoti precisi legati a incontri, fallimenti e successi.
Ogni dettaglio della vita di un uomo che cerca il proprio posto nel mondo, lottando contro le delusioni di chi in primis dovrebbe appoggiarlo incondizionatamente.
Un punto di vista nuovo su un attore conosciuto, versatile e di valore come Steve Martin.

Veronica

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