16 dicembre 2014

Nel paese di Tolintesàc di Cristiano Cavina [Recensione]

© Frencina
Nel paese di Tolintesàc 
di Cristiano Cavina

Marcos y Marcos
272 pagine
14.50 euro in brossura
ISBN 9788871682761   
uscito il 10 novembre 2005

Una delle cose di cui sono grata, sono mia mamma e mio papà perché mi hanno dato questa vita e questa esistenza meravigliose. Se 30 anni fa, due mesi dopo quel 26 marzo che mi ha visto nascere non fossero entrati in modo così netto e amorevole nella mia esistenza, adesso non so proprio dove sarei.
Ma per 24 anni c'è stato un filo che mi ha legato all'altra famiglia, oltre, ovviamente, la volontà di mia mamma e mio papà di non perdere i contatti con loro: mia nonna Angelina. Nonostante, crescendo, abbia progressivamente preso le distanze dagli altri, lei è sempre stata la ragione che mi faceva tornare vicino a loro e che, con le sue storie, mi ha fatto conoscere, in parte, la vita di quegli antenati di sangue che, diversamente, non avrei conosciuto e, probabilmente, non avrei voluto conoscere.

Proprio come fa Nonna Cristina con il piccolo Cristiano. Pazientemente e instancabilmente gli racconta la vita della rocambolesca famiglia che gli è toccata in sorte, a partire dalla seconda guerra mondiale, passando per le rivolte del '68, fino ai giorni della sua nascita.
Cristiano cresce accompagnato da tante storie e da tante persone, conosciute e non, che lo aspetto ogni giorno intorno a quella poltrona scricchiolante dove si accomoda la nonna, con una coperta sulle ginocchia, pronta a spiegare la vita e i suoi misteri al nipote.
E così il bimbo impara presto che tutti perdono qualcosa, dalla cosa più insignificante alla persona più importante, e che c'è poco da fare, perché così va la vita. Ma Cristina spiega anche che a mancare non è ciò che si perde, ma tutto quello che stava intorno a ciò che ora non c'è più quando c'era. Perché lei è così che si sente quando Giustì, il suo compagno, parte per la guerra e con lui scompaiono i calzini buttati ovunque, l'asciugamano perennemente sporco di terra, le scarpe inzaccherate che a loro volta sporcavano tutto il pavimento di casa. E poi il loro giocare a nascondino incamera da letto.
Ma c'è poco da fare, la vita deve andare avanti, soprattutto se hai un lavoro e un figlio piccolo da mantenere; così non resta che cercare qualcuno che badi al pupo e, se il nonno viene escluso, non resta che lo zio che se lo porta appresso nell'osteria e lo cresce con idee radicali. Ma tu sei monarchica convinta! E pazienza, prima o poi lo farai rinsavire questo giovanotto.
Però, anche il tempo passa e scorre via veloce, e se da un lato ti riporta l'amore scampato alla guerra, dall'altro ti ruba un figlio che ha deciso di crescere inseguendo i suoi ideali.
Però la vita ha questo di bello: per una cosa che ti toglie, te ne regala due e così ti ritrovi di nuovo madre di Nicolina e Maria, due sorelle agli antipodi. Le cresci, insegni loro cosa è bene e cosa è male, ti sacrifichi e fai voti a Dio, ma il destino è capriccioso e se la zia Bella trova un buon marito, Nicolina, a furia di campagnolare, trova un uomo che le fa concepire Cristiano e poi sparisce.
E questo bambino, venuto al mondo nonostante la busta contenete 80 euro consegnata alla madre poco tempo dopo aver rivelato di essere incinta, nasce e cresce insieme alle storie e alla saggezza popolare di una nonna stupenda.

Personalmente ho trovato meraviglioso questo libro, una favola moderna a volte divertente, altre triste che mi ha riportata indietro di qualche anno e mi ha fatto ripensare alla mia infanzia, alla mia amata nonna e alle storie che mi raccontava prima di andare a dormire.
Io credo che sia riduttivo limitarsi a leggere questa recensione, secondo me dovete semplicemente comprare questo libro, iniziare a leggerlo e lasciarvi portare nel paese di Tolintesàc accanto a questa moltitudine di persone straordinarie.

E a te, Cristiano Cavina, vorrei dire grazie, con tutto il cuore, perché nei giorni che ho letto il tuo romanzo ho avuto sempre vicino a me mia nonna Angelina, ed è stato bellissimo.
Grazie.

Francesca B.

2 commenti:

  1. I miei nonni non ci sono più da molto tempo. Sicuramente le loro esperienze mi avrebbero potuto aiutare nella mia vita. Credo che leggendo il libro potrei trovare alcuni loro ricordi.

    Don't Call Me Fashion Blogger
    Facebook
    Bloglovin'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è stato così e non ci avrei scommesso un soldo bucato. Te lo consiglio spassionatamente!
      Francesca

      Elimina