9 gennaio 2015

Ciò che Dio unisce di Sacha Naspini [recensione]

CIÒ CHE DIO UNISCE
di
Sacha Naspini


Editore: Piano B edizioni
Collana: Avantiveloce
Pagine: 160
ISBN: 9788896665916
Prezzo: € 14,00

Marta e Michele, di estrazione sociale così distante, si incontrano, si conoscono e si innamorano.
Dopo due anni, la proposta di matrimonio. A pochi minuti dal grande passo, i protagonisti ripensano al proprio passato e si accingono ad abbracciare il futuro, che si presenta dei più rosei.
Trascorrono la notte precedente alla partenza per il viaggio di nozze nella nuova casa, attentamente concepita e progettata. Ad attenderli, un gioco elaborato da alcuni amici, suddiviso in tappe, che ripercorrono i momenti della loro relazione e fanno emergere aspetti dell'altro sconosciuti, in grado di suscitare sentimenti contrastanti e domande allarmanti.  Lo scherzo innocente, pensato per far divertire la coppia, assume connotati inquietanti, che trasformano in pochi minuti tutto ciò che è stato costruito.

Lo stile narrativo si alterna dal punto di vista di lui e di lei, che si raccontano in prima persona. Si analizzano, si studiano e ricordano alcuni eventi chiave del prima del matrimonio: altri amori, carriera professionale, realizzazione personale. La prima parte ci permette di entrare nel vissuto e nella testa di Michele e Marta, approfonditi caratterialmente ed emotivamente: lui appartiene a una ricca famiglia, è serio, impulsivo e geloso; lei fa parte del ceto medio, sente il sacrificio del raggiungimento degli obiettivi e ama la sua band, i Paturnia. Entrambi sono irascibili su alcuni punti, che proprio "la caccia al tesoro" porterà alle estreme conseguenze.

Non una storia monotòno, ma scandita da più cambi di registro: dalla descrizione, all'esplorazione psicologica individuale, sino a picchi di tensione e suspense. Tutto in linea con un'ottima capacità di scrivere dell'autore che offre una storia credibile e non banale, inserendola in un contesto nel quale facilmente i "fidanzati" possono immedesimarsi. Il finale sopraggiunge inaspettato e, secondo me, poteva essere scelto come conclusione azzeccata; Sacha Naspini sceglie un ultimo capitolo, affidato alla voce  di un terzo narratore, che spiega i retroscena dello scherzo architettato da/per gli amici, dando altresì una visione esterna, di colui che osserva da lontano e capta particolari nuovi.
Il titolo emblematico collima alla perfezione con la scelta di copertina, nella quale sono raffigurati l'uomo e la donna, con occhi e parti intime coperti da un tratto nero forte. Solo due mani che si stringono, in segno di unione, un'unione che non si può spezzare. 

Un romanzo rivelatosi una piacevole sorpresa, di un autore a me sconosciuto, riuscito a offrirmi un testo coinvolgente, in grado di far sorridere, riflettere e stupire, grazie alla carica emotiva e psicologica. Scritto davvero bene, senza fronzoli o scelte lessicali e sintattiche atte a forzare o rendere incisivi determinati passaggi. Il libro non ne ha bisogno: l'ottima penna di Sacha Naspini mi ha regalato una prima lettura del 2015 che meglio non potevo sperare.

Veronica

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