5 gennaio 2015

I cacciatori di libri di Raphaël Jerusalmy [recensione]


I CACCIATORI DI LIBRI
di
Raphaël Jerusalmy

Editore: edizioni e/o
Collana: Dal mondo
Traduzione: Federica Alba
Pagine: 266
ISBN: 9788866325321
Prezzo: € 16,50
"Prima di arrivare al sepolcro, François non contava di perseguire uno scopo preciso. Degli intrallazzi di Chartier, i complotti di Gamliel o gli interessi del sovrano  in realtà non gli importava affatto. La missione era solo un pretesto per continuare il suo vagabondaggio. Ora invece ci vede la mano ferma del destino. Forse la fine della propria erranza. La Terrasanta lo stava aspettando, da sempre. I suoi paesaggi insoliti lo avvingono piano piano nella loro trama , proprio come le lettere stregate che cingono lo scudo dei Medici. Villon è sicuro di essere giunto qui per compiere un sacro dovere".
François Villon, autore di alcune famose ballate, è anche un noto brigante, imprigionato e condannato all'impiccagione all'età di trentun anni. Un giorno, riceve la visita inaspettata del vescovo di Parigi, Guillame Chartier, mandato da Luigi XI, intenzionato a indebolire il potere del Vaticano al fine di rafforzare il proprio. Il giovane poeta, scarcerato nel 1462, raggiunge il suo amico Colin, anche lui coinvolto nella missione: i due giungono in Terrasanta, dove svolgono il ruolo di intermediari nella cospirazione tra il re e i membri della Confraternita, un gruppo segreto di "tipografi, incisori, rilegatori e mercanti" legato ai Medici e al Vaticano, con l'obiettivo di cambiare i libri e contribuire a una diffusione di testi appositamente scelti.
Gerusalemme trattiene relazioni ambigue e di difficile classificazione con Firenze, Francia e Papa: tutto ruota intorno a sottili rapporti di potere, dove i libri sono protagonisti indiscussi e diventano mezzi per arrivare, ottenere, distruggere. I segreti contenuti in manoscritti rari, affannosamente cercati da molti e nascosti avidamente da altri, sono capaci di cambiare le sorti del mondo.
Il testo incriminato è quello contenente le ultime parole di Gesù, raccolte dal sacerdote Anna, le quali saranno rivelate al giovane e incredulo François Villon, che ben presto si accorgerà di non essere stato scelto per compiere un facile compito, bensì qualcosa di pericoloso. 

L'autore Raphaël Jerusalmy ambienta, sul finire del quindicesimo secolo, un romanzo che sfrutta il personaggio realmente esistito di François Villon e ne immagina una storia avventurosa, che incontra e si scontra con gli interessi di altri protagonisti, di spicco politico, religioso e culturale.
I libri diventano il veicolo della cultura e della conoscenza: attraverso l'invenzione della stampa, l'accesso al sapere si fa più facile e repentino, così che anche le informazioni più preziose vengono svelate con facilità.
Il testo è scritto con attenzione sia dal punto di vista storico, che da quello testuale, con abbondanza di descrizioni scrupolose, che attingono da un lessico ricercato e mai trascurato.
Molto importante mantenersi concentrati durante la lettura, perché gli intrecci e i cambi di prospettiva da un personaggio all'altro, da una situazione all'altra, possono far perdere le fila della vicenda, che si fatica, a tratti, a seguire. La curiosità è tanta, soprattutto per un lettore forte che si trova immerso in questa folle corsa a piccoli oggetti di così grande valore come i libri, ma a sua volta la confusione non sempre si supera col procedere della narrazione, che ahimè risulta troppo disturbata.
Lo stesso finale non è preannunciato, ma svelato con sorpresa al lettore, che appunto legge sì coinvolto e attento, ma senza aver chiaro dove l'autore voglia andare a parare.
Consigliato? Nì.

Veronica

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